Pierre Moscovici ai microfoni del Corriere della Sera: “Riforma del Mes è parte di un pacchetto di misure per rafforzare l’unione monetaria in caso di choc”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, Pierre Moscovici ha fatto il punto sulla situazione economica dell’Italia e di tutta la zona euro. L’ex nemico numero uno di Matteo Salvini ha provato anche a chiarire il discorso del MES che sta agitando la politica italiana e sta mettendo in difficoltà il premier Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte
Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Giuseppe Conte, oggi 4 settembre 2019. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Pierre Moscovici al Corriere della Sera, “Non facciamo favori all’Italia”

Nella prima parte della sua intervista al Corriere della Sera, Pierre Moscovici ha commentato l’approvazione della manovra italiana per il 2020 da parte dell’Ue. Bruxelles ha evidenziato le criticità del documento presentato da Gualtieri ma ha dato comunque il via libera ai lavori. Il sospetto di qualcuno è che l’Europa abbia voluto in qualche modo aiutare un governo amico.

“Non facciamo favori all’Italia, né ne abbiamo fatti nei miei cinque anni. C’è sempre stata una comprensione. L’Italia è un Paese decisivo della zona euro. Ha un debito elevato e una situazione di finanza pubblica non semplice. Abbiamo applicato a tutti i governi la flessibilità prevista dalle regole. Ma se si paragona la bozza di Bilancio di quest’anno con quella di un anno fa, c’è qualcosa che cambia: quella fu respinta, avemmo una situazione estremamente conflittuale e poi un’altra discussione difficile in giugno. Il ministro Giovanni Tria fu coraggioso e così il premier Giuseppe Conte. Ma, onestamente, stavolta è diverso: la volontà del governo di adeguarsi quanto possibile ha rassicurato i mercati. La differenza di metodo e di approccio è evidente”.

Lo stesso Moscovici ha però sottolineato come l’Italia resti un paese a rischio controllato con particolare attenzione dall’Ue.

“C’è un rischio di non ottemperanza e invitiamo le autorità italiane a prendere le misure necessarie a evitarlo. C’è un gap che andrà ridiscusso a primavera. Il problema di fondo resta l’alto debito pubblico, l’anno prossimo e nel 2021”.

Pierre Moscovici
Fonte foto: https://www.facebook.com/pierre.moscovici

MES, Moscovici: “La riforma a parte di un pacchetto di misure per rafforzare l’unione monetaria”

Inevitabile poi una riflessione sul MES alla luce delle polemiche che hanno investito il premier Giuseppe Conte.

“Quella riforma è parte di un pacchetto di misure per rafforzare l’unione monetaria in caso di choc. A giugno ci fu un accordo per consolidare l’unione bancaria con il cosiddetto backstop, la rete di sicurezza del fondo di risoluzione delle banche. Serve se un Paese non riesce a far fronte da solo a una crisi dei suoi istituti, e fa parte del Mes. È il pacchetto da adottare al vertice dei leader dell’area euro in dicembre. Poi partono le ratifiche nazionali. Noi alla Commissione abbiamo proposto anche di integrare il Mes nelle istituzioni comunitari”.

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economia evidenza Mes Pierre Moscovici

ultimo aggiornamento: 21-11-2019


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