Speranza a ‘Che tempo che fa’: “I numeri sono ancora imponenti. Non possiamo abbassare la guardia. I casi sono tanti”.

ROMA – Intervenuto ai microfoni di Che tempo che fa, il ministro Speranza ha fatto il punto sull’andamento del coronavirus in Italia: “La situazione è molto seria – ha detto il titolare della Salute, riportato da La Repubblica – oggi (22 novembre n.d.r.) sono morte quasi 600 persone e i casi sono tanti. Al contempo l’indice Rt è sceso ed i nostri tecnici pensano che possa scendere ulteriormente nei prossimi giorni. Ma sono ancora i primissimi effetti delle misure prese e non sono ancora sufficienti. Abbiamo ancora numeri imponenti e non possiamo abbassare la guardia“.

Speranza: “Il vaccino non sarà obbligatorio”

Il ministro Speranza ha parlato anche del vaccino: “Le prime dosi arriveranno nel nostro Paese a fine gennaio, ma nella migliore delle ipotesi avremo vaccini per 1,7 milioni di persone per poi avere una vaccinazione di massa in primavera“.

Non è previsto, al momento, l’obbligo di vaccinarsi: “Io penso che l’immunità di gregge debba essere raggiunta con la persuasione […]. La gara europea per la fornitura di aghi e siringhe è ancora in corso, ma nel contempo il commissario Arcuri sta organizzando perché l’Italia abbia una sua autonomia”.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

Speranza: “Regioni da rosse ad arancione? Ci vuole prudenza. No alle polemiche”

Speranza ha commentato anche il nuovo sistema a colori: “E’ comprensione che un territorio voglia uscire dalla zona rossa, ma ci vuole prudenza. Le misure stanno dando i primi risultati ma abbiamo bisogno di discutere con gli scienziati e i tecnici. Io lavoro con tutti i governatori senza distinzione politica e dico no alle polemiche“.

Tensioni che, in realtà, ci sono nella maggioranza viste le posizioni diverse sulle riaperture. Un confronto destinato a durare anche nei prossimi giorni. Il nuovo dpcm, infatti, è atteso per il 4 dicembre.

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ultimo aggiornamento: 23-11-2020


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