Quantcast
"Intravedo una dittatura": Antonio Di Pietro si sbilancia sul voto al Referendum
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

“Intravedo una dittatura”: Antonio Di Pietro si sbilancia sul voto al Referendum

Antonio Di Pietro

Verso il Referendum Giustizia: Antonio Di Pietro, storico ex magistrato, ha fatto il punto sul voto e sulla sua visione della riforma.

L’ex pm e Ministro, Antonio Di Pietro, è tornato a parlare del prossimo Referendum sulla Giustizia che vedrà gli italiani andare al voto il 22-23 marzo 2026. Dopo essersi sbilanciato in passato spiegando di voler votare “sì”, l’ex magistrato ha motivato ulteriormente questa sua posizione intervenendo in videocollegamento all’evento “Maratona oratoria per il sì”, tenutosi a Bologna.

votazione

Antonio Di Pietro e il voto “sì” al Referendum Giustizia

Di Pietro è intervenuto all’evento “Maratona oratoria per il sì” di Bologna per parlare del Referendum Giustizia e della sua posizione per un voto positivo alla Riforma. “Spiego perché, innanzitutto, dal punto di vista politico, voto ‘sì’. Voto ‘sì’ perché era il mio programma, quando stavo al Governo. Voto ‘sì’ perché il centrosinistra lo voleva. Lo volevano anche i 5 Stelle. Soprattutto l’ha proposto Vassalli, che tutto era meno che dI centrodestra”.

Secondo l’ex magistrato “questa idea che bisogna votare ‘no’, perché la riforma la vuole questo Governo e questa maggioranza, è un’idea di chi ha paura; paura semplicemente di non riuscire la prossima volta a vincere le elezioni e quindi vuole buttarla in politica”, ha detto ancora Di Pietro sottolineando come la sua visione vada oltre il contesto e si focalizzi soprattutto al testo della Riforma.

Le ragioni del suo “sì”: la spiegazione

Nel suo intervento, riportato in queste ore da Libero, Di Pietro ha fatto alcune precisazioni in merito all’importanza della Riforma che, secondo lui “aggiunge qualcosa in più in termini di indipendenza e autonomia, perché mi taglia anche il cordone ombelicale rispetto alle correnti, che prima gestivano tutto ciò che doveva fare, faceva e fa ancora oggi il Consiglio Superiore”.

L’ex magistrato ha aggiunto: “Credo che abbiamo assistito in questi anni più al giudice che si affianca al pm nel cercare chi ha commesso il reato, piuttosto che al giudice che faccia da controllore, che alzi la paletta, quando il pm va fuorigioco“. E ancora: “Io riconosco che il giudice, il magistrato nell’applicare la legge deve interpretarla, ma sempre più assisto a una interpretazione creativa. Quindi, sto intravedendo una dittatura della magistratura, che si vuole sovrapporre agli altri poteri dello Stato […]”.

Leggi anche
Calenda si espone: “Perché voto sì al Referendum”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2026 9:22

Calenda si espone: “Perché voto sì al Referendum”

nl pixel