La guerra in Iran e le preoccupazioni di tutto il mondo. La Premier Giorgia Meloni ha sentito Starmer sullo stretto di Hormuz.
Ancora 2-3 settimane: queste le tempistiche sulla guerra in Iran secondo Trump. Eppure, stando a Teheran, non sembra esserci alcuna intenzione di fermare gli attacchi reciproci. Anzi. Proprio per via della grande incertezza, la Premier Giorgia Meloni ha sentito telefonicamenre Keir Starmer per discutere dello Stretto di Hormuz, uno dei punti chiave del conflitto.

Iran: Meloni sente Starmer sullo Stretto di Hormuz
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il premier britannico Starmer. A renderlo noto è stato un comunicato di Palazzo Chigi nel quale sono stati forniti dettagli in merito al contatto tra la Premier italiana e il primo ministro inglese. I due si sono sentiti “per uno scambio di valutazioni sulla situazione di sicurezza nello Stretto di Hormuz“.
“Nel sottolineare l’interesse della comunità internazionale alla piena tutela della libertà di navigazione, Meloni e Starmer hanno concordato di mantenere un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzie della sicurezza delle rotte commerciali nell’area“, è stato evidenziato ancora nella nota di Palazzo Chigi.
Tajani e le iniziative sulla sicurezza della navigazione
Anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la sua partecipazione alla riunione in videoconferenza della coalizione per lo stretto di Hormuz convocata dal Regno Unito, ha esposto la posizione dell’Italia che è pronta a sostenere “iniziative per un corridoio umanitario e la sicurezza della navigazione” nello stretto di Hormuz.
La Farnesina ha fornito ulteriori dettagli sulla video-conferenza che è stata coordinata dal Regno Unito dopo la dichiarazione del 19 marzo sottoscritta da 35 Paesi, inclusa l’Italia. Nel suo intervento, il ministro ha ribadito la posizione italiana a favore di un’immediata de-escalation e del ritorno al dialogo diplomatico, sottolineando il pieno coordinamento con i partner europei e internazionali oltre al sostegno a ogni soluzione negoziale capace di garantire stabilità nella regione.
Tajani ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze del blocco nello Stretto di Hormuz che ha impatti diretti sulla sicurezza delle rotte marittime, sugli approvvigionamenti energetici globali e sulla sicurezza alimentare.