Quantcast
Caso Jaycee Dugard, la ragazza rapita e tenuta prigioniera
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Jaycee Dugard: rapita a 11 anni e ritrovata dopo 18 anni: il caso che sconvolse l’America

bambola giocattolo di una bambina

La storia di Jaycee Dugard, rapita nel 1991 mentre andava alla fermata dello scuolabus: la prigionia ad Antioch, la scoperta nel 2009 e la condanna di Phillip e Nancy Garrido.

Jaycee Dugard aveva 11 anni quando scomparve in California, la mattina del 10 giugno 1991. Stava andando alla fermata dello scuolabus, vicino a South Lake Tahoe, quando venne rapita da Phillip Garrido e dalla moglie Nancy. Per la famiglia e per la comunità iniziò un incubo che sarebbe durato quasi due decenni.

Per anni il suo volto rimase sui volantini, negli appelli e nei ricordi di chi l’aveva vista bambina. Le ricerche furono enormi, ma non portarono alla verità. Jaycee non era lontana migliaia di chilometri: era stata portata nella casa dei Garrido ad Antioch, in California, nascosta in un’area sul retro dell’abitazione, tra baracche, tende e strutture improvvisate.

prigione, cella
prigione – newsmondo.it

Il rapimento e la lunga prigionia ad Antioch

Secondo le ricostruzioni, Jaycee venne aggredita mentre camminava verso lo scuolabus e caricata in auto. Il patrigno assistette alla scena e provò a inseguire il veicolo, ma non riuscì a raggiungerlo. Da quel momento, la bambina sparì dal mondo esterno.

Nella proprietà di Antioch rimase prigioniera per 18 anni. Durante quel periodo subì abusi e diede alla luce due figlie, cresciute anche loro dentro quel contesto di isolamento. Il caso è diventato ancora più grave anche per le occasioni mancate: Phillip Garrido era un pregiudicato per reati sessuali e sottoposto a controlli, ma le visite e le verifiche non portarono alla scoperta di Jaycee e delle bambine.

La scoperta nel 2009 e le condanne

La svolta arrivò nell’agosto 2009, quasi per caso. Garrido si presentò all’Università della California a Berkeley con le due ragazze, cercando di promuovere iniziative religiose. Il comportamento dell’uomo e l’aspetto delle ragazze insospettirono alcune persone del campus, che segnalarono la situazione. Il controllo portò a una verifica con l’ufficio della libertà vigilata.

Il 26 agosto 2009 Garrido venne convocato e si presentò con Nancy, Jaycee e le due figlie. In quel momento emerse finalmente la verità: Jaycee Dugard era viva. Il giorno dopo poté riabbracciare la madre, dopo 18 anni di assenza.

Phillip e Nancy Garrido si dichiararono colpevoli nel 2011. Lui venne condannato a una pena di 431 anni all’ergastolo, lei a una pena detentiva lunghissima. Il caso mise in luce gravi falle nel sistema di controllo dei detenuti in libertà vigilata e portò anche a un risarcimento da parte dello Stato della California.

Dopo la liberazione, Jaycee Dugard ha scelto di proteggere la privacy propria e delle figlie, raccontando la sua esperienza anche attraverso libri e iniziative di sostegno per le vittime di traumi. La sua storia resta una delle più sconvolgenti della cronaca americana recente: un rapimento in pieno giorno, una prigionia durata 18 anni e una sopravvivenza che ha costretto gli Stati Uniti a guardare anche agli errori delle proprie istituzioni.

Leggi anche
Maldive, il giallo dei sub: “Nessuno aveva brevetto per immersione in grotta”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2026 11:07

Maldive, il giallo dei sub: “Nessuno aveva brevetto per immersione in grotta”

nl pixel