La storia di Joseph Augustus Zarelli, il bambino trovato morto nel 1957 a Philadelphia e rimasto senza nome per 65 anni: il caso “The Boy in the Box”, il Dna e il mistero ancora irrisolto.
Per oltre sessant’anni fu conosciuto soltanto come “The Boy in the Box”, il bambino nella scatola. Un nome provvisorio, nato dall’orrore del ritrovamento e diventato il simbolo di uno dei casi irrisolti più famosi degli Stati Uniti. Solo nel 2022 quel bambino ha finalmente riavuto la sua identità: si chiamava Joseph Augustus Zarelli.
Il suo corpo venne trovato il 25 febbraio 1957 in una zona boscosa del quartiere Fox Chase, a Philadelphia, vicino a Susquehanna Road. Era dentro una scatola di cartone, avvolto in una coperta. Aveva circa quattro anni, era malnutrito e presentava segni di violenza. Per la polizia si trattò subito di un omicidio, ma nessuno riuscì a capire chi fosse quel bambino né chi lo avesse ucciso.

Joseph Augustus Zarelli: il bambino nella scatola e il mistero di Philadelphia
Il caso scosse profondamente la città. La polizia diffuse volantini, fotografie ricostruite, appelli pubblici e migliaia di segnalazioni. Il piccolo venne sepolto con una lapide che lo ricordava come “America’s Unknown Child”, il bambino sconosciuto d’America. Intorno a lui nacquero piste, ipotesi e testimonianze mai sufficienti a chiudere davvero l’indagine.
Negli anni furono seguite molte strade. Alcune portarono verso famiglie affidatarie, altre verso racconti arrivati a distanza di tempo, ma nessuna produsse una verità giudiziaria. Il punto più doloroso rimase sempre lo stesso: senza un nome, era quasi impossibile ricostruire la vita del bambino, la sua famiglia, gli ultimi giorni e le persone che lo avevano avuto accanto.
Il Dna, il nome ritrovato e un omicidio ancora senza colpevole
La svolta è arrivata grazie alle nuove tecniche di genealogia genetica. Dopo riesumazioni e analisi del Dna, gli investigatori riuscirono a collegare il profilo genetico del bambino ad alcuni parenti e poi alla sua identità anagrafica. L’8 dicembre 2022 la polizia di Philadelphia annunciò pubblicamente il nome: Joseph Augustus Zarelli, nato il 13 gennaio 1953.
La scoperta ha restituito dignità a una vittima rimasta troppo a lungo senza volto familiare, ma non ha risolto tutto. Le autorità hanno mantenuto riservati molti dettagli sui parenti ancora in vita e hanno chiarito che l’indagine sull’omicidio resta aperta. Nessuno è stato condannato per la morte di Joseph.
Nel gennaio 2023, in quello che sarebbe stato il suo settantesimo compleanno, Joseph Augustus Zarelli ha ricevuto una nuova lapide con il suo vero nome. Non più soltanto “il bambino nella scatola”, ma una persona reale, con una data di nascita, una storia spezzata e un mistero ancora da chiudere: chi lo uccise e perché il suo corpo venne abbandonato in quel modo?