Finisce la fuga di Johnny lo zingaro: arrestato in provincia di Siena

Giuseppe Mastini, noto alle cronache come Johnny lo zingaro, è stato arrestato con la sua amante a Taverne d’Arbia. Il criminale, condannato all’ergastolo, era evaso dalla semilibertà.

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TAVERNE D’ARBIA (SI) – E’ durata meno di un mese la latitanza di Johnny lo zingaro, all’anagrafe Giuseppe Mastini, il 57enne di etnia sinti, già condannato all’ergastolo e evaso dalla semilibertà lo scorso 30 giugno. Gli agenti lo hanno individuato a Taverne D’Arbia, in Toscana, a casa della sorella di Giovanna Truzzi, la compagna di Johnny lo zingaro, evasa a sua volta da Pietrasanta, dove era agli arresti domiciliari. I poliziotti hanno finto di essere dei fattorini e, simulando una consegna, si sono introdotti nell’abitazione, procedendo all’arresto del pericoloso latitante senza necessità di usare le armi. Tutte le persone coinvolte nel favoreggiamento sono state denunciate a piede libero.

La fuga

Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria ha spiegato che Mastini, evaso dal carcere di Fossano, in provincia di Cuneo, lo scorso 30 giugno, si è diretto a Genova in taxi. Poi, dal capoluogo ligure è giunto a Pietrasanta in treno. Da qui, insieme a Giovanna Truzzi, il suo amore giovanile, alla volta della campagna senese dove abitano da anni i parenti della donna.

Il passato di Johhny lo zingaro

Giuseppe Mastini ha iniziato la sua lunga carriera criminale a partire dalla fine degli Anni ’70. Coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini, Johnny lo zingaro ha seminato il terrore a Roma negli Anni ’80. Il Biondino, altro nome con cui Mastini era conosciuto, era già evaso in precedenza. La prima volta nel 1987, quando approfittò di una licenza premio per buona condotta e si rese protagonista di sanguinose scorribande che impegnarono le forze dell’ordine in una vera e propria caccia all’uomo, tra furti d’auto e rapine, il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l’omicidio di una guardia giurata, Michele Giraldi, e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Si arrese solo due anni più tardi, nelle campagne di Mentana.