La conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato in occasione della conferenza stampa di fine anno. Il premier ha fatto il punto su alcuni dei temi emersi durante il discorso introduttivo, poi ha deciso di passare direttamente alle domande da parte dei giornalisti presenti, evitando quindi di fare un discorso generale sulla situazione del Paese alla fine di questo 2020.

Rispondendo ai cronisti presenti, il Premier Conte ha anticipato che lo stato di emergenza sarà ulteriormente prorogato e resterà in vigore fino a quando non rientrerà la minaccia della pandemia.

Di seguito il video della conferenza stampa di fine anno.

La conferenza stampa di fine anno del premier Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto di passare direttamente alle domande da parte dei giornalisti presenti. Il premier ha quindi presentato i suoi auguri ai presenti e a tutti gli italiani prima di lasciare l microfono ai giornalisti.

La prima domanda al Presidente del Consiglio verte sulla verifica di maggioranza avviata da Conte nei giorni scorsi.

Dobbiamo affrettare delle risposte che il Paese attende. Una delle risposte più urgenti è la legge di bilancio, poi c’è il Recovery plan. Ci sono stati incontri con le delegazioni e adesso, dopo la bozza tecnica nata dai primi confronti, dobbiamo fare una sintesi politica. Una sintesi politica che deve essere urgente, deve essere fatta nei prossimi giorni. Qui non ci sono giorni di festa, bisogna tornare in Consiglio dei Ministri e procedere con l’approvazione da parte del Parlamento, altrimenti rischiamo di arrivare in ritardo. Vorrei andare in Consiglio dei Ministri già nei primi giorni di gennaio per poi arrivare in tempo per presentare il progetto definitivo. Per quanto riguarda il confronto politico abbiamo una prospettiva di fine legislatura […]. Siamo riusciti a rafforzare la nostra credibilità in Italia e in Europa e non dobbiamo disperdere questo patrimonio di credibilità che spetta alla politica“.

Conte ha poi risposto ad una domanda sulla possibile verifica in Parlamento.

Un Presidente del Consiglio non sfida nessuno. Prima parlavo i un patrimonio di fiducia e credibilità e bisogna agire in modo trasparente e comportarsi in modo franco. Io non ho sfidato Salvini. Ho evitato che una crisi di governo si consumasse nel chiuso di un appartamento o di un salotto. Fino a quando ci sarò io ci saranno sempre dibattiti chiari e franchi e tutti si assumeranno le proprie responsabilità”.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Il piano vaccini

Inevitabile poi una domanda sul piano vaccini e sul presunto obbligo vaccinale.

Salutiamo il fatto che il 27 si sia svolto il V-Day a livello europeo. Noi abbiamo avuto per il primo giorno 9.750 dosi iniziali e poi abbiamo un piano di 470.000 dosi a settimana. Nel mese di gennaio si aggiungerà un altro vaccino, quello di Moderna. Il 2 dicembre il ministro della Salute Speranza ha presentato al Parlamento il piano vaccini, che è stato approvato dal Parlamento […]. Procederemo rispettando le indicazioni e le priorità indicate. Io stesso cercherò di rispettare le priorità approvate dalle Camere e dalla conferenza Stato-Regioni. Ci sarà un grande sforzo della macchina logistica. Vaccinati 10-15 milioni di cittadini si completerà la fase 1, realisticamente entro aprile o maggio“.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Lo spettro della crisi di governo e l’ipotesi del voto anticipato

Conte ha poi parlato delle tensioni all’interno della maggioranza di governo.

Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio politico. Aldo Moro diceva che gli ultimatum non sono ammissibili in politica perché impediscono di raggiungere gli obiettivi. Io sono per il dialogo, per il confronto, per trovare una sintesi superiore nell’interesse del Paese. Inoltre nel momento in cui ho grandi responsabilità davanti al Paese non potrei mai mettermi a programmare il ruolo che dovrei avere in una campagna elettorale“.

Capitolo Mes

Inevitabile anche un passaggio sul Mes: “Ad un tavolo di maggioranza si può discutere di tutto, fermo restando che parlando di Mes ho detto sempre che sarà il Parlamento a decidere se attivarlo o meno. Bisogna però chiarire che non possiamo utilizzare tutti i prestiti come investimenti aggiuntivi: dobbiamo tenere conto del tendenziale. In caso contrario avremo gravi inconvenienti. Per quanto riguarda i fondi strutturali europei non siamo riusciti a spenderli, quindi caricarsi di tutte queste nuove opere, insomma… C’è un limite alla capacità di spesa. Se fossero tutti interventi additivi crescerebbe il debito pubblico. I mercati ci stanno dando grande credibilità ma anche qui c’è un limite. Se non completiamo la prospettiva prenderemmo in giro i nostri giovani”.

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ultimo aggiornamento: 30-12-2020


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