La legge sull’aborto del Texas, considerata la più restrittiva degli Stati Uniti, è in vigore. La Corte Suprema ha deciso infatti di non sospenderla, non pronunciandosi sulla costituzionalità.

WASHINGTON – La controversa legge sull’aborto del Texas è entrata in vigore. Non è bastato, infatti, agli oppositori del provvedimento presentare ricorso d’urgenza alla Corte Suprema. La legge è stata firmata lo scorso maggio dal governatore repubblicano Greg Abbott.

La Corte Suprema non si pronuncia sulla costituzionalità

La Corte Suprema degli Stati Uniti non si pronuncia sulla costituzionalità della legge, appena entrata in vigore, ma invoca “questioni di procedura complesse e nuove“. La decisione è stata presa grazie alla maggioranza di 5 giudici conservatori, dei quali tre sono stati nominati dall’ex presidente Donald Trump. Il capo della Corte, il conservatore moderato John Robert, si è opposto assieme ai tre magistrati progressisti.

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Aborto, la legge in Texas

Il provvedimento vieta l’interruzione volontaria di gravidanza dal momento in cui è percepibile il battito del cuore dell’embrione, ovvero attorno alla sesta settimana di gravidanza. L’unica eccezione prevista dal provvedimento texano, che è stato formulato in modo da evitare i blocchi legali disposti dai tribunali in altri Stati conservatori, è quella del pericolo per la salute della donna.
L’entrata in vigore nello Stato del sud della legge più radicale sull’aborto negli Usa ha rilanciato in modo drammatico un tema su cui gli americani sono divisi da quasi cinquant’anni.

La posizione di Biden

Dalla Casa Bianca si è fatto sentire il presidente Joe Biden che in una nota ha denunciato la norma che “viola palesemente il diritto costituzionale stabilito dalla sentenza Roe v Wade” nel 1973. E ha assicurato che la sua amministrazione proteggerà e difenderà il diritto all’aborto contro questa legge radicale.


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