La maggioranza si spacca sulla Tav. Il contratto di programma passa con l’aiuto del Centrodestra. Il M5s lascia l’Aula.

ROMA – Nuovo Governo, problemi vecchi. La maggioranza si spacca sulTav durante la discussione sul contratto di programma in commissione Trasporti alla Camera. La risoluzione voluta fortemente dal Pd passa grazie all’aiuto del Centrodestra, mentre il M5s lascia l’Aula.

Una decisione che apre una nuova frattura nell’esecutivo: “Se il M5s non vuole fare le grandi opere e dice di no alle infrastrutture c’è una questione aperta nella maggioranza“, attacca il renziano Luciano Nobili, riportato da La Repubblica.

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Il M5s: “Dire no al Tav non significa fare terrorismo”

Il M5s spiega la sua scelta con il deputato Davide Serritella: “Non c’erano i presupposti per votare sì allo schema di contratto di programma per la Torino-Lione […]. Per noi rappresenta un’opera antieconomica, con alti costi di gestione e basata su un montaggio giuridico di contratto che è palesemente illegittimo. E’ gravissimo che, per queste considerazioni così serie e preoccupanti, ci abbiano definiti terroristi. Dire no al Tav non significa fare terrorismo, ma difendere ciò che è giusto per i cittadini come abbiamo fatto“.

Senato
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Il Centrodestra: “Abbiamo salvato la Tav”

Il Centrodestra con una nota ufficiale ha esultato per il risultato ottenuto: “Ancora una volta abbiamo salvato la Tav dalla furia anti-sviluppo del MoVimento 5 Stelle. Solo grazie ai voti determinanti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in commissione Trasporti alla Camera è stato approvato il contratto di programma […]. Senza i nostri voti il contratto sarebbe stato bocciato bloccando l’opera ed esponendo l’Italia ad una figuraccia internazionale“.

Un voto che ha confermato una visione diversa all’interno della maggioranza sulla Tav. Una situazione molto simile a quanto successo con il precedente governo. E non è escluso che la questione possa essere discussa nei prossimi incontri di maggioranza.

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ultimo aggiornamento: 23-12-2020


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