Milan, la rivoluzione fa rima con delusione

La roboante campagna acquisti del Milan, con 230 milioni spesi e undici volti nuovi, non ha portato ai risultati sperati. A deludere maggiormente le aspettative Bonucci e Biglia, i due più esperti.

chiudi

Caricamento Player...

Il nuovo corso di via Aldo Rossi, dopo lo storico passaggio dal gruppo Fininvest ai Rossoneri Sport Investment Lux, è partito a razzo con un Milan grande protagonista del mercato estivo. Duecentotrenta milioni di euro di impieghi per portare tanti volti nuovi a Milanello: Antonio Donnarumma, Conti, Musacchio, Bonucci, Ricardo Rodriguez, Kessié, Biglia, Calhanoglu, Borini, Kalinic e André Silva. Undici giocatori, un’intera formazione da affidare a Vincenzo Montella.

Avvio illusorio

Sarà stato l’entusiasmo iniziale, sarà stata la caratura degli avversari, ma il primo Milan aveva esaltato il popolo rossonero: tra turni preliminari di Europa League e prime giornate di campionato, il Diavolo era partito vincendo tutti i match, segnando tanto e subendo pochissimo.

Primo intoppo

Poi, alla 3/a di campionato, la trasferta in casa della Lazio ha assestato agli uomini di Montella una sberla grossa: 4 a 1 e rossoneri al tappeto. Le due vittorie contro Udinese e Spal e quelle europee contro l’Austria Vienna e il Rijeka non hanno pienamente convinto e, infatti, in casa della Sampdoria è arrivata un’altra sconfitta al termine di una prestazione imbarazzante.

Rivoluzione-delusione

Le due successive sconfitte, contro Roma e Inter, hanno mostrato segni di ripresa da parte della banda di Montella ma il risultato ha punito i rossoneri, scivolati a tanti punti di distanza dalle posizioni di vertice. Come scrive oggi La Gazzetta dello Sport, sono stati proprio i nuovi acquisti a deludere maggiormente le aspettative. In campionato gli unici ad avere una media voto sufficiente sono Kalinic, André Silva e Conti. Quello con la media più bassa è Bonucci, mentre Ricardo Rodriguez, che fino a domenica aveva la valutazione migliore, è crollato dopo l’ingenuo fallo da rigore che ha regalato il derby all’Inter.