Il coronavirus ha compiuto una vera e propria strage tra i dializzati, ossia di coloro che necessitano di tre sedute ospedaliere settimanali. In Lombardia è morto un contagiato su tre.

MILANO – I dializzati sono stati pesantemente colpiti dalla pandemia, in particolare in Lombardia. I malati di insufficienza renale, infatti, devono recarsi tre volte alla settimana nei centri attrezzati per la dialisi. Ed è lì che è dilagato il contagio.

I dati dell’indagine

L’entità di questa strage silenziosa è testimoniata dall’indagine condotta dalla Società Italiana di Nefrologia (Sin), che ha analizzato contagi e decessi tra i dializzati da febbraio alla fine di aprile, mettendo sotto la lente la fase più acuta della pandemia, con un campione che rappresenta il 67% degli emodializzati in Italia.
In Lombardia il contagio ha colpito quasi un emodializzato su dieci (9.19%): su 5722 pazienti, 526 sono risultati positivi. Un dato molto superiore alla media nazionale, che si ferma al 3.41%. Dei 526 contagiati 186 sono deceduti, quindi circa uno su tre.

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Le parole dell’associazione

Sono persone fragili che non sono state protette a sufficienza“, ha denunciato Vincenzo Irace, segretario del comitato lombardo dell’Associazione Nazionale Emodializzati (Aned) al Giorno. “Non possono essere sottoposti a contumacia domiciliare, aumentando il rischio di contagiare il personale infermieristico. Rischio che in alcuni centri è diventato reale e drammatico: a Crema si sono infettati più della metà degli infermieri“. Irace ha chiesto nuovamente un incontro all’assessore al Welfare Giulio Gallera per iniziare a lavorare sulla prevenzione, ora che l’emergenza è superata.

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ultimo aggiornamento: 14-06-2020


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