Lamborghini Egoista: scheda tecnica della concept car del 2013

La concept Lamborghini Egoista è un esemplare unico ed estremo, che celebra il cinquantesimo anniversario dell’azienda bolognese.

Nel 2013, per celebrare il cinquantesimo anniversario della propria fondazione, la Lamborghini ha realizzato una concept car denominata ‘Lamborghini Egoista’. Il responsabile del progetto, Walter de Silva, l’ha descritta come “l’isola che non c’è, estrema e fuori dagli schemi. Si tratta di un’auto senza compromessi che rappresenta l’estremizzazione dell’edonismo. Un’automobile fatta per una persona sola, per divertirsi ed esprimere la propria personalità all’ennesima potenza“. In effetti, al di là delle specifiche tecniche e prestazionali, la Egoista – che deve il nome al fatto di essere stata prodotta in un unico esemplare – si distingue per un design a dir poco originale. Dal maggio del 2014, l’auto è in esposizione presso il Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese.

Dall’idea di de Silva al progetto compiuto

Il designer della Lamborghini Egoista è Walter de Silva, capo del design presso il Gruppo VW (per il quale ha progettato, tra le altre, la settima serie della Volkswagen Golf) che per la casa del Toro aveva già realizzato il Miura Concept nel 2006

L’idea di una vettura ‘estrema’ per celebrare i cinquant’anni del marchio matura durante un viaggio in aereo; il progettista realizza le prime bozze di quella che egli stesso definisce un’auto “egoista”, ispirata al mondo dei mezzi militari da combattimento, da cui deriva il cupolino centrale che chiude l’abitacolo (molto simile a quello di un caccia da combattimento, dove lo spazio è estremamente raccolto e sufficiente per una sola persona) e il frontale a trimarano.

Lo sviluppo del progetto viene affidato ad un piccolo studio tedesco con sede a Braunschweig guidato da Alessandro Dambrosio, responsabile dei progetti interbrand per Volkswagen Konzern Design. Tracciate le linee fondamentali, de Silva ordina ai designer che hanno il compito di realizzare il progetto definitivo di “mettere un toro nella fiancata“, dal momento che il toro è l’animale simbolo della Lamborghini. La richiesta di de Silva viene accolta. La fiancata della Lamborghini Egoista, infatti, è interamente dominata dalla figura stilizzata di un toro in posizione di carica con le corna abbassate. Pur non essendo immediatamente riconoscibile, la sagoma del toro risulta abbastanza evidente ad uno sguardo più attento, con la luce del ripetitore laterale a fungere da ‘occhio’.

Il progetto prende le mosse a novembre 2012. Lo sviluppo avviene in gran parte in digitale, secondo le modalità di lavoro dello studio tedesco. Ne viene poi realizzato un primo modello in foam, in scala 1:1, prima di procedere all’assemblaggio del prodotto finale, presentato l’11 maggio 2013 al termine della cena di gala organizzata a Sant’Agata Bolognese dalla Lamborghini per festeggiare il cinquantesimo della fondazione dell’azienda.

Lamborghini Egoista
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/84326310@N02/9619997888

Dati tecnici Lamborghini Egoista

Il motore della Lamborghini Egoista è un V10 da 5.2 litri in grado di sviluppare una potenza massima di 600 CV derivato dall’unità della Lamborghini Gallardo. Grazie alla poderosa power unit, può scattare da 0 a 100 km/h in appena 2.4 secondi e raggiungere una velocità massima di 350 km/h.

Il design ispirato al mondo dell’aviazione

Se il motore rappresenta una delle (poche) caratteristiche ordinarie della Egoista, il design è ciò che la rende davvero speciale. Sia la carrozzeria (realizzata in grigio chiaro) che gli interni risultano ampiamente influenzati dall’estetica che caratterizza i modelli da competizione sportiva o i mezzi militari da combattimento (soprattutto gli elicotteri Apache e i caccia). Il risultato è un insieme muscolare di linee decise, a tratti spigolose, che definiscono i solidi volumi di questa monoposto estrema.

Il prospetto anteriore è quello che sortisce l’effetto più forte in quanto esula marcatamente dai convenzionali schemi di progettazione automobilistica. Nel caso della Lamborghini Egoista, infatti, gli elementi classici del frontale sono stati completamente ignorati: niente calandra centrale con gruppi ottici laterali. Ci si trova di fronte ad un frontale ‘a tre punte’, leggermente rastremato, equipaggiato con un alettone inferiore che strizza l’occhio al mondo della Formula 1. Anche il prospetto posteriore presenta un aspetto tutt’altro che convenzionale. Una coppia di alettoni incornicia il profilo superiore del retro, dominato centralmente dalla griglia e dal doppio scarico. I gruppo ottici sono tre, tutti molto ‘discreti’: quelli laterali si sviluppano in orizzontale mentre quello centrale (incapsulato in una piccola cornice vagamente esagonale) è disposto in orizzontale. I pneumatici a vista completano il quadro di posteriore altamente sportivo, dalle linee aggressive che richiamano il mondo dell’automobilismo da competizione.

Nella parte alta, il corpo della vettura risulta definito in maniera molto pulita, come spiega Alessandro Dambrosio, mentre nella parte inferiore, dove si apprezza la meccanica in vista (un po’ come le moto naked), il design è molto più “aperto”, con le prese d’aria evidenziate da griglie tridimensionali a verniciatura soft touch.

L’abitacolo e gli interni della Lamborghini Egoista

La Lamborghini Egoista si caratterizza anche per lo stretto legame tra interno ed esterno, tra abitacolo e carrozzeria. Alla progettazione dell’abitacolo ha preso parte anche Stefan Sielaff, capo dell’Interior Design del Gruppo Volkswagen.

Il risultato finale è una cellula – realizzata interamente in fibra di carbonio – protetta da un cupolino trasparente, chiaramente ispirata al cockpit dei caccia da combattimento. L’abitacolo è sormontato e chiuso – nella parte posteriore – da un guscio di carrozzeria: per entrare all’interno della vettura, che non prevede la presenza delle tradizionali portiere laterali, un sistema elettronico fa scivolare all’indietro il ‘guscio’ per permettere la successiva apertura del cupolino.

I cerchi delle ruote e la cupola del padiglione sono realizzati nel colore arancio, così da creare un contrasto piuttosto forte con il grigio della carrozzeria e i vari elementi in fibra di carbonio. L’arancione domina invece gli interni grazie al sedile ed alla plancia. L’abitacolo, in linea con il resto della vettura, è ben lontano da quello di un’auto comune: pensato per ospitare solo il guidatore, mutua diversi elementi stilistici dall’universo motorsport e non solo: il volante riprende vagamente quello delle monoposto di Formula 1 ed è corredato da una quadro della strumentazione dal profilo squadrato alloggiato sopra una struttura a quattro bracci in fibra di carbonio. Il design della pedaliera e degli altri dispositivi (compreso un head up display) contribuisce a rendere l’abitacolo degno di un’auto così ardita.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/46823798@N02/17152948653

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ultimo aggiornamento: 30-04-2018

Redazione Napoli

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