Lavoro nero, Luigi Di Maio pubblica i contratti della sua assunzione nella ditta di famiglia. Ma mancano i periodi estivi contestati al vicepremier.

Continua a tenere banco in casa Cinque Stelle il caso aperto da Le Iene, secondo cui il padre di Luigi Di Maio, Antonio Di Maio, avrebbe assunto almeno tre dipendenti in nero, senza regolare contratto. L’inviato del noto programma televisivo aveva sfidato il vicepremier invitandolo a mostrare il suo contratto di lavoro. In diverse occasioni infatti il vicepremier ha vantato la sua occupazione da manovale nel corso del periodo estivo, e il sospetto è che anche lui abbia lavorato in nero.

Lavoro nero, Di Maio pubblica i contratti

Nelle ultime ore la svolta. Dopo aver preso le distanze da quanto fatto dal padre, Luigi Di Maio ha pubblicato sul Blog delle Stelle i documenti che dimostrerebbero la sua legale e regolare assunzione nella ditta di famiglia. Caso risolto? Tutt’altro.

LUIGI DI MAIO
LUIGI DI MAIO

Ma manca il periodo estivo

Il ministro del Lavoro ha infatti pubblicato un contratto di lavoro dal 27 febbraio al 28 maggio 2008. La documentazione quindi non risponde alla domanda: non è che Di Maio si sia assicurato un lavoretto in nero presso l’azienda di famiglia per mettersi da parte qualche soldino durante il periodo estivo? E qui l’opinione pubblica si divide. Secondo alcuni, se anche fosse, non ci sarebbe niente di male, secondo altri sarebbe una macchia indelebile per un ministro che si occupa dell’occupazione.Di Maio ha comunque assicurato che provvederà presto a fornire tutti i documenti richiesti per fare luce sulla questione.

Luigi Di Maio
Fonte foto: https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/?tn-str=k*F

Dipendenti assunti in nero: Luigi Di Maio sapeva?

La seconda – e ben più annosa – questione riguarda invece la causa intentata da uno dei dipendenti nei confronti dell’aziende dei Di Maio. Domenico Sposito avrebbe intentato la causa nel 2013 ed era ancora aperta nel 2014, quando la ditta passò a tutti gli effetti a Luigi Di Maio e alla sorella Rosalba. Come se non bastasse Sposito perse la causa nel 2016 e nello stesso anno decise di fare ricorso in appello. Possibile che Luigi Di Maio non ne sapesse nulla? Il vicepremier continua ad affermare che la causa – e in effetti è così – è iniziata prima del suo ingresso in società, ma sembra strano che non fosse a conoscenza dell’iter giudiziario che si è svolto quando lui era già socio.

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ultimo aggiornamento: 29-11-2018


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