Cresce l’emergenza occupazione nel nostro paese a causa dell’alto numero di contratti a termine.

Dopo l’illusone di due mesi di crescita, l’occupazione torna a calare. Gli occupati scendono e crescono i posti a termine toccando un record storico. Sono oltre 3 milioni i precari in Italia. 3 milioni e 166 per la precisione, il picco più alto di sempre. Il mercato del lavoro nel nostro paese è ancora in crisi.

Nonostante i dati positivi dei mesi scorsi, questi sono da osservare meglio e mostrano che la realtà nasconde molte falle. In primis, la tipologia di occupazione. Sono sempre di più i contratti a termine e crescono sempre di più in confronto ai posti stabili che calano senza sosta. In diminuzione anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.

Anche sul fronte del gender gap non sono stati fatti passi avanti, anzi. C’è una linea netta che spacca i dati sull’occupazione. Gli occupati maschi crescono di 31mila unità mentre le donne scendono di 43mila unità. Un dato troppo allarmante ancora. Lo stesso discorso vale per gli inattivi che crescono di 34mila unità, ovvero coloro che non lavorano né cercano lavoro. Anche molti di coloro che cercavano lavoro e non lo trovavano hanno smesso.

giovani al lavoro
giovani al lavoro

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Il motivo del lavoro precario

Una buona notizia c’è relativamente alle fasce d’età. Secondo i dati Istat l’occupazione cresce nella fascia dei giovanissimi – ovvero dai 15 ai 24 anni – e in quella dei giovani dai 25 ai 34. Mentre al contrario cala l’occupazione nella fascia d’età 35-49 anni con un netto crollo di 75mila unità. Stabile e in crescita il saldo degli over 50 che ha un tasso di crescita di 36mila unità al mese.

Ciò che desta molta preoccupazione è la precarietà dei contratti. Il motivo, secondo Garnero, economista del lavoro Ocse, è da attribuire a questa crisi e all’economia che è praticamente ferma. “La ripresa dell’Italia è purtroppo sempre un fuoco fatuo, come nel post crisi del 2008” dichiara. La causa del lavoro precario è dovuto all’incertezza di questa fase “che spinge gli imprenditori a non assumere o a non farlo a tempo”. Il problema in Italia della precarietà è il “suo pericoloso carattere strutturale, il peso eccessivo del part-time involontario, l’alto numero di contratti brevissimi”.

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ultimo aggiornamento: 02-06-2022


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