Resta sul banco l’ipotesi delle restrizioni solo per i non vaccinati in caso di passaggio di una Regione in zona Arancione o in zona Rossa.

Continua a tenere banco la questione delle restrizioni solo per i non vaccinati, con le Regioni che hanno aumentato l’intensità del pressing sul governo per ottenere risultati prima di dover fare i conti con una eventuale reintroduzione delle norme per limitare la diffusione del virus.

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Covid, casi in aumento: le Regioni in pressing sul governo

Ovviamente i Presidenti delle Regioni temono il contraccolpo economico delle chiusure che cadrebbero a ridosso del Natale e all’inizio della stagione sciistica, con gli impianti ormai prossimi alla riapertura. La richieste delle Regioni è di penalizzare chi non è vaccinato o quantomeno premiare chi lo è. Cambia il punto di vista ma il risultato non cambia.

C’è preoccupazione per l’aumento dei casi

Il governo resta ufficialmente sulla posizione trapelata da Palazzo Chigi, quindi contraria al modello austriaco, anche perché in Italia la situazione epidemiologica non è complessa come in Austria. Almeno per il momento. Sta però maturando la consapevolezza che il quadro sta peggiorando anche in Italia. Non a caso il Ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso di anticipare l’inizio della somministrazione delle terze dosi agli over 40. Quindi una revisione delle regole è certa.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

La stretta sul Green Pass: la validità passa a nove mesi. Valutazioni sul modello 2G

Sicuramente verrà tagliata la validità del Green Pass. I dati dimostrano che a distanza di sei mesi dalla somministrazione i vaccini sono decisamente meno efficaci contro il contagio. Per questo motivo il Green Pass non può avere una validità di un anno. L’ipotesi è quello di portare la validità della certificazione verde a nove mesi.

Sempre sul Green Pass si valuta il modello 2G e si valuta soprattutto l’efficacia dei tamponi. Il modello tedesco, il 2G, prevede che la certificazione verde venga rilasciata solo ai vaccinati e ai guariti. Niente Green Pass con il tampone, quindi. E questo ci porta all’altro problema del Green Pass, ossia la scarsa attendibilità dei test antigenici. Le ipotesi sul tavolo sono due: adottare il modello 2G o escludere i test rapidi dalla lista dei tamponi che danno diritto dal Green Pass. Esiste anche una terza ipotesi, decisamente più soft: ridurre a 24 ore la validità del Green Pass ottenuto con un test antigenico e portare a 48 ore la validità della certificazione verde ottenuta con il tampone molecolare.

GREEN PASS
GREEN PASS

Restrizioni per non vaccinati, due ipotesi sul tavolo

L’altro tema caldo è quello delle restrizioni per i non vaccinati. Anche qui siamo di fronte ad un tema particolarmente complesso.

Il problema è principalmente uno. La vaccinazione in Italia non è obbligatoria. Imporre restrizioni ai non vaccinati significa limitare le libertà personali in base a quella che è una libera scelta e non una violazione della legge. Il discorso sarebbe differente e più coerente se il governo introducesse la vaccinazione obbligatoria.

Il governo non è convinto dall’idea delle restrizioni selettive ma non è neanche possibile lasciar cadere nel vuoto le richieste dei Presidenti delle Regioni. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di applicare le restrizioni della zona Arancione e della zona Rossa solo ai non vaccinati. In zona Bianca e in zona Gialla regole uguali per tutti, dalla zona Arancione restrizioni solo per non vaccinati.

Una seconda ipotesi, e torniamo al paragrafo precedente, è quella del Green Pass 2G. Rilasciando la certificazione verde solo ai vaccinati e ai guariti si escludono di fatto i non vaccinati dalla vita sociale. Non sarebbe una scelta comoda da parte del governo ma sarebbe sicuramente meno complessa rispetto alla strada delle restrizioni selettive per non vaccinati.

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ultimo aggiornamento: 19-11-2021


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