Linda Moberg ammette di essere viva grazie all’intervento del figlio. A Fanpage dichiara: “Ho atteso questo giorno da più di tre anni”.

Linda Moberg è stata quasi uccisa di botte, percossa in maniera disumana, con l’ausilio di un bastone. La donna ha perso coscienza ed è stata poi strangolata. Questo accadeva ben tre anni fa, quando Linda ha rischiato di essere uccisa dall’ex marito. Quest’ultimo avrebbe di certo avuto la meglio, se non fosse intervenuto il figlio della Moberg, a salvare la vita alla madre.

Oggi, Linda ha avuto la preziosa opportunità di raccontare la sua tragedia in tribunale, dove si aspetta che giustizia venga fatta, sia per lei che per tutte quelle donne, vittime di abusi.

Le parole di Linda: “Ho atteso questo giorno da più di tre anni. Pensavo che mai sarebbe arrivato. Ho potuto finalmente fornire la mia testimonianza e non è stato certo facile, perché ricordare un episodio del genere, fa male. Il mio ex marito mi voleva fare male quel giorno e probabilmente mi avrebbe voluto uccidere e credeva di avermi uccisa. Se non fosse stato per Riccardo, mio figlio, probabilmente non sarei qui oggi a parlare”.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

I ricordi tragici di Linda

Linda è una valanga di parole e dolore, mentre si confessa a Fanpage.it, nell’ambito di un’intervista che lascia il segno: “Mi ha picchiato, mi ha tirato calci e quant’altro, in più riprese, fino a quando ha perso totalmente il controllo: ha preso un mocio e ha iniziato a picchiarmi selvaggiamente, fino a quando non ho perso conoscenza. Sulle foto scattate dopo la violenza al mio volto, ci sono segni chiari di strangolamento. Quindi sicuramente ha tentato di strangolarmi dopo che io ho perso conoscenza. Quando mio figlio Riccardo è rientrato in casa, mi ha trovata che non respiravo più ed era convinto che fossi morta”.

Violenza donna ragazza
Violenza donna ragazza

L’ex marito di Linda, potrebbe godere dell’opportunità di fornire la sua versione in aula, verso la fine di Gennaio 2023. Al momento, non esiste una data certa riguardo la sentenza.

Linda conclude: “Credo ancora nella giustizia, voglio crederci, voglio che il colpevole paghi e voglio proseguire anche dopo il processo, dopo la condanna, la mia lotta nel nome di tutte le donne vittime di violenza e anche per quelle donne che hanno denunciato e non sono state tutelate dalla legge e oggi non sono più tra di noi”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

giallo

ultimo aggiornamento: 09-06-2022


Scomparsi due difensori dell’Amazzonia

Posta per Sara. L’idea della famiglia Pedri