Il Movimento 5 Stelle avverte il premier Conte sulle modifiche al Reddito di Cittadinanza: “Non si potrà prescindere da un confronto in sede parlamentare”.

Nel governo si apre il caso Reddito di Cittadinanza dopo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto la modifica del provvedimento. Il concetto di fondo è chiaro. L’assistenza funziona, l’inserimento nel mondo del lavoro decisamente meno. Dai pentastellati però arriva l’invito a procedere con calma e a confrontarsi sul tema.

Un tema delicato…

In effetti parliamo di quello che rappresenta il provvedimento-bandiera del Movimento 5 Stelle, che quindi, anche comprensibilmente, vuole seguire passo dopo passo il processo di modifica. Anche per poter difendere in qualche modo la paternità di una misura funzionante.

Reddito di cittadinanza, Conte chiede modifiche

Stando a quanto ricostruito dal Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio avrebbe chiesto che venga messa a punto un sistema informatico per incrociare la domanda e l’offerta, ossia le domande di lavoro dei percettori del Reddito con i posti effettivamente disponibili. In questo modo, incrociando i dati, si potrebbe sbloccare l’inserimento nel mondo del lavoro. Magari con una stretta per chi rifiuta la chiamata.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

La posizione di Luigi Di Maio

Solo pochi giorni fa l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio aveva usato parole dure, evidenziando come ci sia una voglia di sabotare il Reddito di Cittadinanza. Il riferimento non era evidentemente alle richieste di modifica arrivate dal premier Conte, ma al fatto che solo poche centinaia di Comuni avevano proceduto con il secondo step della misura, ossia l’introduzione nel mondo del lavoro, anche attraverso lavori di pubblica utilità.

Di Maio concorda quindi con il Presidente del Consiglio nell’affermare che il Reddito di Cittadinanza non debba trasformarsi in una misura esclusivamente assistenziale e che i percettori debbano lavorare o almeno debbano rendersi utili svolgendo servizi per la collettività.

Giuseppe Conte Luigi Di Maio
Giuseppe Conte Luigi Di Maio

Il Movimento 5 Stelle chiede un confronto parlamentare

Insomma, sì alle migliorie al provvedimento ma nessuno prenda iniziative solitarie. In questa direzione si muove il Movimento 5 Stelle, come confermato da una nota che affronta proprio il tema delle modifiche alla misura.

Il reddito di cittadinanza ha raggiunto quasi 3 milioni di persone […]. La nostra intenzione è quella di continuare ad assicurare un beneficio che ha aiutato tante famiglie. Siamo consapevoli che ci vogliono controlli più capillari, ma dal reddito non si torna indietro. Condividiamo la necessità di ottimizzare la parte relativa alle politiche attive del lavoro, espressa dal presidente Conte, in particolare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, non si potrà prescindere da un confronto in sede parlamentare per trovare in maniera condivisa le soluzioni più adatte a favorire il più possibile l’occupazione dei beneficiari“, recita la nota del Movimento 5 Stelle sulle modifiche al Reddito di Cittadinanza.

Critiche dall’Opposizione

La discussione sul Reddito di Cittadinanza riaccende le polemiche che arrivano dal mondo delle opposizioni, secondo cui la misura-simbolo del Movimento 5 Stelle rappresenterebbe un fallimento, simbolo dell’assistenzialismo e supporto al lavoro nero.

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