Mafia, evaso Rocco Morabito: il boss detenuto in Uruguay

Mafia, evaso Rocco Morabito: il boss della ‘Ndrangheta detenuto in Uruguay

Mafia, è evaso dal carcere di Montevideo il boss della ‘Ndrangheta Rocco Morabito. Era in attesa di estradizione.

ROMA – Nuovo problema per il ministro Salvini, impegnato duramente nella lotta alla mafia. Secondo quanto riportato da El Observador, il boss della ‘Ndrangheta, Rocco Morabito, è evaso dal carcere di Montevideo. La conferma è arrivata anche dal Ministero dell’Interno, che ha confermato come il 53enne è riuscito a fuggire insieme ad altri tre detenuti dalla terrazza del carcere.

Il boss era stato condannato in Italia a 30 anni per traffico di droga. Arrestato nel 2017 a Montevideo, il 29 marzo scorso il tribunale penale di Appello aveva confermato l’estradizione. Un ritorno in Italia che a questo punto sembra rimandato visto che Morabito è riuscito ad evadere. Sono in corso tutte le ricerche.

Polizia Uruguay
Polizia Uruguay (fonte foto https://twitter.com/LeoPedrouza)

Mafia, evaso Rocco Morabito. Salvini: “Un fatto sconcertante”

Il Viminale e la Farnesina hanno subito preso i contatti con il governo dell’Uruguay per cercare di avere altre informazioni sulla vicenda. “E’ sconcertante e grave – scrive su Twitter Matteo Salvini che un criminale come Rocco Morabito, boss della ‘ndrangheta, sia riuscito a fuggire da una galera dell’Uruguay mentre era in attesa di essere estradato in Italia“.

Di seguito il tweet di Matteo Salvini sul caso Morabito

Mafia, arresti in provincia di Lecce: in manette il sindaco di Scorrano

Nel giorno dell’evasione di Morabito, gli arresti in Italia per mafia non si fermano. In manette è finito il sindaco di Scorrano (Lecce), Guido Nicola Stefanelli. Il primo cittadino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti avrebbe promesso la gestione di un parco comunale in cambio del sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato.

Un’indagine che ha portato al fermo di 30 persone: 19 con un mandato di custodia cautelare in carcere mentre 11 sono ai domiciliari. Le accuse sono diverse e nelle prossime ore sono previsti gli interrogatori per capire meglio la posizione delle persone iscritte sul registro degli indagati.

fonte foto copertina https://twitter.com/LeoPedrouza

ultimo aggiornamento: 24-06-2019

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