Intesa sulla manovra, Conte chiede unità politica e guarda al futuro del governo. Ma Di Maio sconfessa l’alleanza locale con il Partito democratico.

Quasi blindata la manovra con un vertice di maggioranza, Conte prova a ricompattare il governo dopo la delusione delle elezioni regionali in Umbria.

Il premier veste i panni del leader e prova a smorzare le tensioni e le delusioni all’interno della coalizione giallorossa. Di Maio sembra il più deluso e ha fatto sapere di voler correre senza ll peso del Pd sulle spalle in Emilia e in Calabria.

Vertice sulla manovra, il governo è allineato (a livello nazionale) e Conte guarda al futuro

La situazione è agitata ma il Presidente del Consiglio sa di dover ignorare le tensioni. Ha bisogno di una maggioranza almeno collaborativa sul piano nazionale. Un passo falso sulla manovra potrebbe infatti spingere Mattarella a indire nuove elezioni. Un rischio che in realtà, salvo clamorosi colpi di scena, sembra ormai disinnescato.

La questione manovra dovrebbe essere ormai chiusa. Il governo ha trovato una quadra più o meno soddisfacente per tutti (in attesa di emendamenti e voto in Aula) e da Bruxelles hanno fatto sapere di non essere intenzionati a bocciare.

Giuseppe Conte
Fonte foto: https://www.facebook.com/GiuseppeConte64

Giuseppe Conte vuole coesione e guarda al futuro

Stando a quanto riferito da persone che hanno battuto i corridoi, questa volta non si sono sentite urla. La discussione sarebbe andata nel migliore nei modi e il vertice di maggioranza avrebbe avuto una valenza quasi più politica.

Giuseppe Conte ha chiesto ai suoi di abbassare i toni, limitare gli attacchi e gli sfoghi sui social network, provare a remare tutti nella stessa direzione. Un messaggio celato indirizzato anche a Luigi Di Maio, il primo a rinnegare la coalizione.

Il premier, insieme con il ministro dell’Economia Gualtieri, guarda già al futuro e pensa alla riforma dell’Irpef e ad alcune modifiche al regime fiscale e alla modulazione dell’Iva.


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