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Marcel Petiot: la falsa via di fuga verso il Sud America
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Marcel Petiot: il medico serial killer che prometteva la fuga dalla Francia occupata

corridoio di un ospedale

Marcel Petiot attirava nella sua casa persone che cercavano di fuggire dalla Francia occupata. Condannato per 26 omicidi, fu ghigliottinato nel 1946.

Durante l’occupazione nazista di Parigi, il medico francese Marcel Petiot costruì una falsa rete clandestina promettendo a persone in pericolo di aiutarle a lasciare la Francia. Molte non furono mai più viste. Quando nel 1944 la polizia entrò nell’edificio di sua proprietà al 21 di rue Le Sueur, trovò resti umani e una struttura utilizzata per farli sparire. Due anni dopo Petiot sarebbe stato riconosciuto colpevole di 26 omicidi e condannato a morte.

Uomo arrestato in manette
Uomo arrestato in manette

Marcel Petiot: la falsa via di fuga verso il Sud America

Petiot operava con lo pseudonimo di “Docteur Eugène”. Si presentava come membro di una rete della Resistenza capace di organizzare viaggi clandestini verso il Sud America. Tra le persone che si rivolgevano a lui c’erano soprattutto ebrei perseguitati, ma anche individui che per ragioni diverse desideravano lasciare la Francia occupata. Le vittime consegnavano denaro e oggetti di valore nella convinzione che sarebbero serviti per il viaggio.

Secondo l’accusa, una volta giunte nella sua proprietà le persone venivano uccise e derubate dei beni portati con sé. La distruzione e il deterioramento dei corpi resero impossibile determinare con assoluta precisione il metodo utilizzato per ogni vittima. Il sistema funzionò anche perché, durante l’Occupazione, la scomparsa di persone intenzionate a fuggire clandestinamente poteva non provocare immediatamente un’indagine.

La casa di rue Le Sueur e il processo

Nel marzo 1944, i vicini segnalarono un odore insopportabile proveniente dal numero 21 di rue Le Sueur. Vigili del fuoco e polizia entrarono nell’edificio e scoprirono nella cantina resti umani, corpi smembrati e materiale in corso di incenerimento. Petiot riuscì inizialmente ad allontanarsi e rimase latitante per diversi mesi.

Petiot venne infine arrestato nell’autunno del 1944. Durante l’inchiesta sostenne di essere stato un combattente clandestino e affermò che i morti rinvenuti nella sua proprietà erano tedeschi o collaborazionisti eliminati per conto di una fantomatica organizzazione chiamata “Fly-Tox”. Veri membri della Resistenza chiamati a testimoniare non confermarono la sua versione.

Il processo si aprì il 18 marzo 1946 davanti alla Corte d’Assise della Senna. Gli furono contestati 27 assassinii. Petiot arrivò a sostenere di avere ucciso 63 persone, presentandole come nemici della Francia, ma l’accusa considerò i delitti comuni omicidi commessi principalmente per impossessarsi dei beni delle vittime. Il 4 aprile 1946 fu riconosciuto colpevole di 26 assassinii e condannato alla pena capitale.

Il 25 maggio 1946, Marcel Petiot venne ghigliottinato nel carcere de La Santé, a Parigi. Il numero reale delle sue vittime rimane incerto: la giustizia lo condannò per 26 omicidi, mentre le sue rivendicazioni e le successive stime furono molto più elevate. Per questo è corretto distinguere il dato giudiziariamente accertato dalle cifre, spesso sensazionalistiche, attribuite al “Dottor Satana”.

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ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2026 19:08

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