Mario Draghi torna a parlare in occasione della presentazione del rapporto del G30. L’ex numero uno della Bce è co-presidente del gruppo di lavoro.

L’ex Presidente della Bce Mario Draghi, uno dei nomi caldi anche sulla scena politica italiana, torna a parlare e lo fa con un numero ristretto di giornalisti presentare il rapporto del G30.

Mario Draghi e il rapporto G30

Si tratta di un lavoro che è costato fatica, tanta, ma che offre ai leader dei Paesi mondiali una chiave di lettura per provare a superare la crisi economica collegata alla pandemia. a grande sfida davanti agli occhi di tutti per il 2021, quando l’europa potrà fare affidamento anche sui soldi del Next Generation Eu.

Il rapporto del G30 porta la firma di Mario Draghi ma anche di personaggi del calibro di Douglas Elliott, Oliver Wyman e Victoria Ivashina. Il lavoro si concentra in particolar modo sulle imprese, che svolgono un ruolo chiave nella ripresa contro il Covid. Un Paese non può permettersi di lasciare indietro le imprese perché rappresentano la base dell’economia, l’impulso necessario. Fanno circolare merci e soprattutto denaro. Ma proprio le imprese si sono ritrovate con il cappio al collo. Hanno pagato e stanno pagando un prezzo altissimo. Tra misure restrittive, chiusure obbligate e un clima di incertezza che porta i clienti a tagliare sulle spese la situazione è drammatica.

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L’analisi sul sistema bancario

Mario Draghi, nel suo colloquio con i media, conferma di essere contrario alla strategia di offrire sempre nuovo credito ad un’azienda. Si tratta di una soluzione emergenziale buona nell’immediato, ma non si tratta di un progetto a lungo termine in grado di rilanciare una realtà vicina al collasso.

“Ci sarà un aumento dei crediti deteriorati in tutto il sistema bancario in gran parte del mondo”, evidenzia Draghi, che quindi suggerisce di studiare una strategia per evitare che si possa procedere nei prossimi mesi e nei prossimi anni con una stretta al credito. “Anche in futuro le piccole e medie imprese continueranno a dipendere dal sistema bancario e anche per questo la salute degli istituti di credito è importante. Tutti vogliamo banche che continuino a sostenere l’economia e il settore privato ma, se il loro capitale viene assorbito dai crediti deteriorati, quel sostegno mancherà“, prosegue Mario Draghi come riferito da il Corriere della Sera.

Euro risparmi
Euro risparmi

La situazione europea, Mario Draghi commenta il Next Generation Eu

L’ex Presidente della Bce stringe poi la zoom della sua analisi e commenta anche la situazione europea dopo l’approvazione di Next Generation Eu, che andrà a finanziare i progetti e piani presentati dai singoli Paesi europei. E se quasi tutti sono guidati e mossi da un grande entusiasmo, Draghi si sofferma su quelli che potrebbero essere gli ostacoli sul percorso di questa strategia.

“Quel che bisogna valutare è se un progetto è utile o no. Se supera certi test che riguardano il suo tasso di rendimento sociale, come anche nell’istruzione o nel cambiamento climatico, oppure è semplicemente il frutto di una convenienza politica e di clientelismo.

Il problema del debito pubblico

Non solo. La buona gestione dei fondi europei potrebbe avere anche ripercussioni sul debito pubblico dei Paesi. Debito pubblico evidentemente destinato ad aumentare in maniera anche considerevole.

“In base a tutte le previsioni, i tassi d’interesse resteranno bassi per molto tempo. La mia congettura è che, in ultima analisi, la sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation EU. Se saranno sprecate, il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita. Se invece i tassi di rendimento dei progetti fossero elevati e tali da giustificare l’investimento pubblico, allora la crescita arriverebbe e diventerebbe il fattore decisivo per la sostenibilità del debito”.

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ultimo aggiornamento: 15-12-2020


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