Condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione, Mario Roggero ha vissuto le prime ore nel carcere di Bollate. Svelato chi è il suo compagno di cella.
Sul suo caso si sono espressi diversi volti di spicco del mondo politico. Da Matteo Salvini fino alla Premier Giorgia Meloni. Stiamo parlando di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. L’uomo ha vissuto le prime ore nel carcere di Bollate e di questo ha parlato il suo avvocato fornendo anche dettagli sul compagno di cella e lo stato emotivo dello stesso Roggero.

Mario Roggero: le prime ore in carcere
Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Bollate. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Stefano Marcolini, l’ingresso nella struttura è stato segnato da un momento di forte emozione: appena oltrepassata la soglia, Roggero avrebbe avuto un “pianto liberatorio”. Prima di entrare in carcere, aveva salutato in videochiamata le figlie, i nipoti, descritti come “distrutti”, e la moglie Mariangela, che gli è rimasta accanto.
Il legale ha spiegato che il primo impatto con la detenzione è stato meno difficile del previsto. Al suo arrivo, Roggero è stato sottoposto a una lunga visita medica e psicologica. Successivamente gli avrebbe raccontato di essere stato accolto bene e, pur non trovandosi nel proprio letto, di essere riuscito a dormire.
Chi è il compagno di cella di Roggero
Come riferisce La Stampa, citata da Libero, ieri a mezzogiorno Marcolini lo ha incontrato nella sua cella. Il gioielliere aveva saltato il pranzo, servito alle 11, e aveva fame, ma appariva tranquillo. Poco prima aveva ricevuto la visita del vicepremier Matteo Salvini. In carcere ha inoltre instaurato un rapporto con un cuoco detenuto per narcotraffico. Sarebbe proprio quest’ultimo il suo compagno di cella per il momento nella struttura di Bollate.
Durante il colloquio con il suo avvocato c’è stato anche un momento di commozione quando Marcolini gli ha riferito i saluti di Robertino Zancan, altro orafo noto per aver reagito armato a delle rapine. I due, secondo il legale, condividono la convinzione di una mancanza di tutela da parte dello Stato.
Sul piano giudiziario, la difesa ha presentato una richiesta di grazia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sulla quale dovrà esprimersi la Procura Generale di Torino. È stata inoltre depositata un’istanza urgente al Tribunale di Sorveglianza per ottenere un differimento della pena di sei mesi in attesa della decisione.