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Giorgia Meloni interviente sul caso Mario Roggero
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“Dolore, trauma, stress e paura”: Giorgia Meloni interviene su Mario Roggero

Giorgia Meloni durante un discorso

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha deciso di rompere il silenzio affrontando il tema del momento: il caso del gioielliere Mario Roggero.

Non solo le parole di Matteo Salvini e l’ipotesi grazia e candidatura con la Lega. Sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori in fuga e il ferimento di un terzo, è intervenuta per la prima volta anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affidando alcune riflessioni al Corriere della Sera.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Giorgia Meloni – newsmondo.it

Giorgia Meloni rompe il silenzio su Mario Roggero

“Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?”. La Premier Giorgia Meloni parte da questa domanda per rompere il silenzio sul caso del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori in fuga e il ferimento di un terzo.

Al Corriere della Sera, la Presidente del Consiglio ha scelto di esprimersi sul caso diventato ormai di carattere nazionale: “E a tutti coloro che lo fanno senza il beneficio del dubbio, dico con serenità che sbagliano, perché tutti dovrebbero farsi qualche domanda in più”. Per la Meloni ci vorrebbe “maggiore considerazione” non solo per il caso singolo, ma su una fattispecie penale che si ripete più volte durante l’anno nel Paese. Episodi nei quali “si possono ravvisare quelle che sia nella procedura di alcune grazie, sia nelle assoluzioni di tanta giurisprudenza, vengono chiamate come dinamiche dettate da disperazione delle vittime, di stress da esasperazione e dolore“.

La Meloni si è poi domandata un altro quesito importante: “Ma siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere? Siamo sicuri che esista un modo per misurare con l’orologio o con il codice in mano quando una minaccia è cessata o meno, quantomeno per un uomo simile, che si è visto a un passo dalla morte, sua e dei suoi familiari, per ben due volte?”.

La questione pena e il confronto con i delinquenti

La Meloni ha quindi proseguito il suo ragionamento: “Se si subisce un’aggressione, il nostro cervello e il nostro fisico entrano in modalità ‘combattimento‘”. Per questo “esiste una ampia letteratura a riguardo che spiega come l’adrenalina modifica tutti i sensi, il corpo, la percezione. Accade perfino a professionisti che nella vita si occupano di sicurezza, figuriamoci a un comune cittadino”.

Il focus della Premier si è poi spostato sulla giusta pena: “Non si possono dare 8 anni a dei pedofili o meno di 10 anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere, c’è un problema di proporzionalità delle pene”. E sul tema grazia la Premier ha chiarito che è stata lei ad avallare che Nordio si attivasse, per istruire una pratica di grazia. “Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il loro nome, una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento”.

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ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2026 11:35

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