Massimo D’Alema è nato il 20 aprile 1949. Già segretario del Pds, è stato presidente del Consiglio dal 1998 al 2000. Nel 2017 ha lasciato il Partito Democratico.

Massimo D’Alema nasce a Roma il 20 aprile 1949. Figlio di Giuseppe, deputato del Pci, si appassiona di politica fin da giovane. A 14 anni si iscrive alla FGCI.

Gli anni di Pisa

Terminati gli studi classici, D’Alema si iscrive alla Normale di Pisa. Sono gli anni della contestazione. Nel 1970 viene eletto consigliere comunale e si mette in mostra favorendo l’elezione a sindaco dell’ex dc Lazzari. Nel 1975 diventa segretario della FGCI.

Da Berlinguer al Pds

La crescita politica di D’Alema continua in Puglia, dove negli Anni ’80 rafforza il Partito Comunista di Berlinguer. Nel 1987 viene eletto per la prima volta deputato. Dopo la caduta del Muro di Berlino, è tra i promotori della fondazione del Pds, insieme a Occhetto.

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D’Alema presidente del Consiglio

Dopo la sconfitta del 1994, in qualità di neo-segretario del partito promuove la nascita dell’Ulivo. Nel 1996 il centrosinistra vince le elezioni: Prodi diventa premier. Quando poi a fine ’98 il Professore viene sfiduciato, per D’Alema si schiudono le porte della presidenza del Consiglio, a tutt’oggi unico ex comunista. Rassegnerà le dimissioni nel 2000 in seguito all’esito delle elezioni regionali.

Ministro e fautore del Partito Democratico

Nel 2001 è eletto al Parlamento europeo. Torna protagonista di prima piano della politica nazionale nel 2006, assumendo il ruolo di Ministro degli Esteri del secondo Governo Prodi. L’anno successivo è tra i promotori del Partito Democratico. Nel 2013 il suo nome circola tra i papabili per l’elezione del Presidente della Repubblica.
Nel 2017, al culmine dello scontro con Renzi, lascia il Pd.


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