Il discorso di Giorgia Meloni nel corso dell’assemblea di Assolombardia in vista del Consiglio Europeo dei prossimi giorni.
L’Italia deve poter esprimere il proprio dissenso in Europa quando necessario, anche per contribuire a rafforzare l’Unione. È il messaggio lanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta questa mattina all’assemblea di Assolombarda in vista del Consiglio europeo di giovedì 15 ottobre. Al centro del suo intervento, la richiesta di maggiore flessibilità da parte di Bruxelles, soprattutto alla luce della situazione economica e dell’inflazione.

Il discorso di Giorgia Meloni tra Italia e Europa
“L’Italia al tavolo europeo non dice sempre sì. Ha diritto e dovere di dire no per rendere l’Europa più forte”, ha dichiarato la Meloni, sottolineando la necessità che le istituzioni europee tengano conto della realtà economica dei Paesi membri. Nel suo discorso, Meloni ha rivolto un riconoscimento al sistema produttivo italiano, invitando allo stesso tempo le imprese a proseguire gli sforzi per migliorare la competitività.
“Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo”, ha affermato, attribuendo alle aziende e ai lavoratori una parte determinante della forza e della reputazione internazionale dell’Italia. La presidente del Consiglio ha quindi richiamato l’importanza di continuare a investire e a crescere in un contesto internazionale sempre più dinamico.
Resta tuttavia il problema di una crescita economica giudicata ancora insufficiente. La Premier ha ricordato la capacità dell’Italia di affrontare le difficoltà e le misure adottate dall’esecutivo per uscire dalla procedura d’infrazione, ma ha espresso rammarico per un’espansione che non ha raggiunto l’obiettivo auspicato. Riferendosi ai dati Istat, con una crescita appena inferiore all’1%, ha osservato: “La crescita può arrivare all’1%”. Poi ha aggiunto: “Non sorprende quando l’Europa ci sottovaluta, sorprende di più quando siamo sottovalutati dai nostri stessi enti”.
Il costo dell’energia e i provvedimenti
Un altro tema affrontato è quello dei costi energetici. La premier ha ricordato che il governo ha stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia, precisando però che gli interventi emergenziali non bastano e che servono soluzioni strutturali di lungo periodo.
Tra le misure citate figurano la riduzione degli oneri in bolletta, l’eliminazione del differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, il gas release e l’energy release. Meloni ha infine richiamato il taglio delle accise sui carburanti, le accise mobili e l’abolizione del bollo auto per alcune vetture, oltre all’appello rivolto alle principali società energetiche per contenere i prezzi, accolto positivamente da diverse compagnie.