Impegnata nel vertice di Parigi con i Volenterosi, la Premier Giorgia Meloni ha fatto sapere che l’Italia farà la sua parte per Hormuz.
C’era grande attesa per il vertice di Parigi da parte dei leader europei per parlare della situazione dello Stretto di Hormuz che, nel frattempo, è stato riaperto per la durata del cessate il fuoco tra Israele e Libano. In terra francese, la Premier Giorgia Meloni ha parlato della posizione dell’Italia e della volontà di fare la propria parte.

Meloni e l’importanza dello Stretto di Hormuz
Nel suo intervento a margine del vertice di Parigi, Giorgia Meloni ha fatto sapere: “La libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta ovviamente di affermare un principio cardine del diritto internazionale – principio che vale chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiali – ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica”.
E ancora: “Dallo stretto di Hormuz transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili”.
La posizione dell’Italia e la fine della guerra
In questa ottica, la Premier italiana ha precisato che “l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta”.
E ancora: “Ovviamente l’attenzione di tutti è concentrata soprattutto sulla presenza navale a Hormuz, aspetto irrinunciabile per diversi motivi, per esigenze concrete, come quella di sminamento del tratto di mare intorno a Hormuz e più in generale, come veniva ricordato, per rassicurare l’industria marittima, per fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello stretto. Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”.