La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si è detta preoccupata per la rimonta del Movimento 5 Stelle al senato.

Tra due giorni si terranno le tanto attese elezioni del 25 settembre, in seguito alla caduta del governo Draghi. Nonostante secondo l’andamento generale delle preferenze Meloni e il centrodestra fosse in testa, pare che il Movimento Cinque Stelle stia recuperando strada.

Da sempre l’Italia è spaccata in due, sia per quanto riguarda lo sviluppo e l’economia, sia per le questioni politiche. Se il nord appare principalmente orientato verso le coalizioni e gli ideali del centrodestra, il sud pare predilige le coalizioni del centrosinistra.

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La paura della leader Fratelli d’Italia

La paura della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è quella che il Movimento Cinque Stelle possa rimontare e raggiungere il pareggio – se non superare – con il centrodestra alle elezioni di domenica 25 settembre. Pare che la rimonta del Movimento Cinque Stelle possa all’ultimo momento cambiare le sorti dei collegi uninominali del Rosatellum nel Mezzogiorno.

Giorgia Meloni

Tra le principali preoccupazioni della Meloni nel caso di vittoria dei Cinque Stelle, la questione del reddito di cittadinanza, ampiamente discussa dal centrodestra intenzionato a rimuoverlo. Le dichiarazioni di Meloni ai compagni del centrodestra in un retroscena di cui ha parlato “Repubblica”: «Qualcosa non torna, se sbandiamo all’ultimo tornante rischiamo la beffa. Non possiamo permetterci un pareggio in Senato».

Durante il discorso al palco di Roma, la leader di Fratelli d’Italia ha lanciato al popolo l’allarme inciucio. Tra le sue paure, quella che qualche patto “di Palazzo” dopo il voto l’allontani da Palazzo Chigi. Oppure, nel peggiore dei casi per la Meloni, che si trovi lei stessa a doverne fare per diventare presidente del Consiglio.

Il discorso di Conte

Il leader dei grillini, da parte sua, in un’intervista rilasciata oggi al Fatto Quotidiano ha dichiarato: «Noi 5Stelle ci rivolgiamo a tutto il paese. Io sono il presidente del Consiglio che durante la pandemia, di fronte al collasso del Nord, intervenne con cinque variazioni di bilancio. Facemmo investimenti per oltre 130 miliardi, andati in gran parte proprio a quella parte del paese aggredita per prima e in forma più grave dal Covid. E anche dei 209 miliardi del Pnrr, la maggior parte andrà alle regioni del Nord».

E per quanto concerne gli “inciuci”: «Abbiamo già precisato che non siamo disposti ad ammucchiate indistinte. Riteniamo che il paese abbia bisogno di un chiaro progetto politico per rialzarsi. E quel progetto è il nostro».

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ultimo aggiornamento: 23-09-2022


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