I costi energetici sono aumentati a un tasso molto costante negli ultimi anni.

Questo vale sia per quanto riguarda l’elettricità, sia rispetto al gas. Inoltre è previsto un aumento ulteriore, per gli anni a venire. Se hai mai avuto la possibilità di studiare a fondo la tua fatturazione recente, per le forniture energetiche, potresti aver pensato di cambiare il tuo piano tariffario. Del resto, perché non farlo, dal momento che ne hai la possibilità? Il mercato libero è pieno di offerte interessanti, visto l’andamento dell’ultimo periodo e l’aumento dei clienti che, ogni giorno, scelgono di cambiare fornitore di luce e gas. Ad esempio, per quanto riguarda Iren, le recensioni sono positive in particolar modo rispetto alle tariffe monorarie a prezzo fisso. Ma quali sono le differenze tra i vari contratti a disposizione?

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Costi fissi o variabili?

Per agire come un consumatore informato e consapevole, bisogna capire innanzitutto quali sono i costi che si affrontano e che sono elencati in bolletta. Infatti ogni fattura è composta da tariffe fisse e da costi variabili. In soldoni, più usi gli apparecchi elettrici a casa tua, più usi l’elettricità che serve per alimentarli. Questo fa sì che si verifichi un aumento non solo per quanto riguarda il prezzo dell’energia al dettaglio, ma anche dei costi variabili ad essa correlati. Ciò nonostante, se dovessi eliminare completamente tutti gli elettrodomestici e accessori elettronici che utilizzi ogni giorno, non elimineresti completamente il costo della bolletta. Infatti, il semplice fatto di avere un contatore attivo comporta una spesa mensile, anche se non avviene la distribuzione della corrente elettrica. In pratica, questo significa che ci si può liberare del tutto della bolletta soltanto attraverso l’interruzione del servizio.

Quali costi variabili si possono bloccare?

Hai mai sentito parlare del prezzo fisso, in tv o chiacchierando con qualche conoscente? Di solito si applica alla componente energia, per quanto riguarda la bolletta della luce, o al gas nel caso sia questo, il tipo di fornitura. Si tratta dei costi che, per chi è ancora nel mercato tutelato, variano ogni tre mesi in base al costo delle materie prime. Questo significa, in poche parole, che all’aumento delle risorse energetiche come il metano o il petrolio si ha un conseguente aumento del costo della bolletta. D’altra parte, attraverso l’applicazione di un contratto nel mercato libero, si può optare per il blocco della quota variabile legata al kWh di energia elettrica o al metro cubo di gas. Di solito questo blocco dura 12 o 24 mesi, al termine dei quali si riformula la proposta secondo il costo vigente della materia prima.

Pro e contro della quota fissa

Fin dal primo momento in cui si è iniziato a parlare di quota fissa, si sono resi evidenti sia i pro che i contro. Da una parte il costo fisso dell’energia permette di liberarsi delle fastidiose fasce orarie, così da poter fare la lavatrice a tutte le ore. D’altra parte, il costo variabile sarebbe più conveniente, se si iniziassero a fissare quote al ribasso.

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ultimo aggiornamento: 15-10-2021


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