Quando un uomo solo vale più di duecento milioni…

Il mercato del Milan ha conquistato le copertine ma la squadra è di Suso. Lo spagnolo è l’unico giocatore imprescindibile della rosa.

Superato ormai il giro di boa della stagione, in casa Milan emerge con chiarezza un fattore che non può non far riflettere Massimiliano Mirabelli: nonostante il mercato faraonico e gli undici giocatori portati in rossonero nel corso dell’estate, l’unico imprescindibile e in grado di spostare gli equilibri resta Suso, esattamente come lo scorso anno.

E il primo a capirlo è stato Montella

Vincenzo Montella a inizio campionato aveva provato a rendere la squadra più autonoma con il cambio modulo e l’addio al 4-3-3 che aveva portato i rossoneri a vincere la Supercoppa italiana contro la Juventus e soprattutto aveva riportato il Diavolo in Europa (League, certo, ma da qualche parte bisogna ripartire).

Nell’idea iniziale dell’Aeroplanino, Suso avrebbe dovuto agire più all’interno del campo vestendo i panni del trequartista puro, un ruolo che sulla carta sarebbe anche nelle sue corde. I risultati ottenuti hanno costretto Montella a rivedere la sua posizione e a lasciare carta bianca allo spagnolo che, puntualmente, si è riaccasato sulla corsia di destra ed è tornato a essere decisivo. Secondo alcuni saper fare solo poche cose può essere un limite, secondo noi quando una cosa la sai fare davvero bene è giusto che tu sia messo nelle condizioni per farla.

Suso
Suso

Poi venne Gennaro Gattuso

Dopo l’esonero di Montella e le prime cocenti delusioni da allenatore del Milan, Gennaro Gattuso ha prontamente (ri)fatto rotta sul 4-3-3 per sfruttare al meglio le qualità del suo uomo migliore (Suso) e dare alla squadra maggiore compattezza in campo.

Lo spagnolo ha risposto presente e ha iniziato a sfornare assist e gol, i primi non sempre sfruttati dall’attacco rossonero, anzi.

I meriti di Mirabelli: tenere Suso era un obbligo ma…

Se da una parte Mirabelli ha avuto il gran merito di rispedire al mittente ogni offerta ricevuta per Suso, dall’altra l’ex Liverpool ha messo in ombra il lavoro svolto dal ds rossonero. Nessuno dei suoi pupilli riesce a incidere come fa il numero otto, e dopo duecento milioni spesi ci si aspettava sinceramente qualcosa in più…

ultimo aggiornamento: 28-01-2018

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