Milan, a ognuno il suo: Montella deve lavorare ma Mirabelli deve portare a casa un top player

Milan rimandato in toto al primo bilancio. Vincenzo Montella paga per tutti ma non basta, anche Mirabelli deve guardare in faccia alla realtà…

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A inizio novembre e tante partite alle spalle, è possibile tirare un primo bilancio sul Milan, chiamiamolo un pagellino in onore dei tempi della scuola, un primo indizio in attesa della pagella del primo quadrimestre che viene consegnata ai genitori dopo le vacanze di Natale. La squadra di Vincenzo Montella viaggia al momento ben al di sotto le aspettative di inizio stagione, e l’impressione è che addossare tutte le responsabilità al tecnico campano sia semplicistico e ingiusto.

Vincenzo Montella (inevitabilmente) colpevole ma…

Quando una squadra non gira la colpa è sempre in qualche modo dell’allenatore. Montella ha una rosa lunga e uno spogliatoio difficile da gestire. Il problema del Milan in effetti sembra rintracciabile più a livello umano che tattico. Complice l’operato della dirigenza, gli equilibri costruiti con coraggio e bravura lo scorso anno sono letteralmente andati a carte quarantotto. È saltato lo spirito di squadra, è venuto meno il cameratismo, si è perduto il Milan. Indipendentemente dalle dichiarazioni di facciata, pare evidente che a Milanello ci siano due fazioni, quella della vecchia guardia e quella dei nuovi acquisti. Insomma, Montella non brillerà nella gestione tattica ma il problema sembra lontano dal rettangolo verde.

… la dirigenza ci ha messo del suo!

A partire dal mercato, la dirigenza forse ha scommesso troppo e convinto poco. I giocatori approdati in rossonero sono di qualità, per carità, ma chi porta i gradi? Chi fa la differenza in campo? Chi trascina la squadra? Ci prova qualcuno della vecchia guardia (e qui torniamo ai problemi elencati nel paragrafo precedente) ma tra i nuovi talenti veri non ce ne sono. Qualcuno lo diventerà tra un anno o due, ma il Milan in Champions League deve arrivarci subito. Anche dal punto di vista della gestione poi Fassone e Mirabelli potrebbero essersi spinti troppo in là nelle promesse fatte in sede di calciomercato: la qualificazione alla prossima edizione della Champions League è stata data per scontata (in fondo spendendo oltre 200 milioni…), la fascia di capitano e la maglia numero 19 a Leonardo Bonucci sono state date per assodate, decise a tavolino senza aver prima consultato Riccardo Montolivo e Franck Kessié. I gol di Andre Silva sono stati dati per scontati e infine il fatto che i nuovi arrivati dovessero giocare. Punto.

Ora ognuno faccia il suo e rimedi agli errori

Per risollevare la stagione del Milan è necessario che ognuno faccia il suo. Vincenzo Montella qualcosa lo ha intuito, come dimostrato dall’impiego in rapida sequenza di Abate, Antonelli e Riccardo Montolivo, Il tecnico sta provando a ricostruire una squadra, poi potrà pensare a come farla giocare. Dal canto suo Massimiliano Mirabelli deve fare i conti con la realtà: ha portato a Milano tanti giocatori ottimi ma nessun top player, no Nikola Kalinic non lo è. Dal Psg si muove Javier Pastore, soffiarlo all’Inter non sarebbe una brutta idea…