Gennaro Gattuso: “Con la Samp partita difficile. Ecco come rimpiazziamo Kessié”

Le dichiarazioni di Gennaro Gattuso in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Sampdoria.

Queste le dichiarazioni in conferenza stampa di Gennaro Gattuso alla vigilia di Milan-Sampdoria: “Giampaolo su tante cose l’ho copiato, tanti suoi concetti li trovate anche nella mia squadra. È una partita che temo, che dovremo giocare con grande accorgimento tattico. Se sbagliamo non perdonano“.

Il prossimo miglioramento – Mi aspetto continuità di risultati, continuità sulle prestazioni. Molte volte soffriamo troppo, poi dobbiamo palleggiare meglio, cerchiamo di andare in profondità con una palla difficile invece dovremo giocare con più facilità“.

Sull’assenza di Kessié – Bisogna dare qualcosa in più: fare una corsa più, coprire le linee di passaggio. Oggi non abbiamo un giocatore con le caratteristiche di Kessié ma abbiamo grande fiducia nei ragazzi che abbiamo“.

Alzare l’asticella – Nessuno deve mollare, tutti devono essere pronti ed è così: lo dimostra Borini che entra e fa gol, lo dimostra Rodriguez. È vero, qualcuno è scontento ma bisogna farsi trovare pronti perché l’occasione arriverà. Giocare ogni tre giorni è un qualcosa che voglio toccare con mano. Siamo preparati per fare fatica, per faticare sul campo. Non dobbiamo avere paura di niente, il pericolo è di gridare al lupo al lupo”.

Sul futuro – Per me c’è il Milan, spero di rimanere qua il più a lungo possibile. L’ultimo dei problemi sono io, ringrazio Fassone e Mirabelli, se sono qua è perché hanno creduto in me. Posso aspettare anche fino al 31 agosto, la priorità è il Milan. Sono mancato cinque anni e spero di rimanere il più a lungo possibile. Qua c’è gente che ha vissuto il Gattuso giocatore. Il Milan l’ho voluto lasciare io, Galliani mi chiamava di notte o chiamava mia moglie per convincermi. Io ho vissuto come un sogno gli anni passati al Milan, poi ho fatto la mia scelta. Volevano che rimanessi nello staff di Allegri o come allenatore della Primavera, io pensavo che fosse arrivata la parola Game Over. Sono tornato e ho lavorato con amore, con voglia e con passione. Se non c’era Mirabelli non avrei accettato di tornare al Milan. La mia paura era che non fossi capace per la Primavera dove ci sono giocatori giovani. Il ds mi ha chiamato venti volte e ci siamo incontrati sette o otto volte. Sono tornato perché ho visto una società che mi voleva a tutti i costi. Oggi siamo qua. La pressione la sento anche quando faccio gli allenamenti e la cosa mi piace perché ci metto passione. Preferisco fare un po’ di fatica in più ma lavorare così”.

Gennaro Gattuso: “Io non ho fallito!”

Il rapporto con i giocatori – Non è vero che parlo tanto con i giocatori. Io parlo tantissimo in campo, non dopo. Non posso prenderli in giro. Li martello durante l’allenamento e li spingo a dare qualcosa in più quando vedo che sono tristi. Nello spogliatoio dei giocatori sono entrato forse un paio di volte, non so nemmeno come è fatto. Se un giocatore non gioca non posso andare da lui e dirgli preparati che la prossima settimana giochi e poi non lo faccio giocare”.

Cosa ho rubato a Giampaolo – Mi piace giocare sempre a palla coperta, mi piace andare in difesa della porta. Lui è un allenatore che sta avanti, è un professore. L’ho sentito parlare per la prima volta a Coverciano cinque anni fa e mi ha aperto un mondo“.

Io non ho fallito – Io non ho fallito, ho fatto quaranta punti con il Pisa con i giocatori che non hanno preso lo stipendio per sei mesi. A Creta la società ha fallito, ho aiutato i giocatori anche economicamente, è vero. Gli ho comprato i biglietti per farli andare a casa o qualcosa da dare alle famiglie, questo non è un problema né un segreto. Poi quello che pensano le persone non mi interessa“.

La fiducia nella rosa – Cambio poco perché vedo che i giocatori recuperano bene tra una partita e l’altra, sarei un folle se mettessi in campo un giocatore che non corre in allenamento. È una coincidenza che stiano giocando sempre gli stessi nelle ultime partite”.

Su Donnarumma – Il gesto di Gigio al termine della gara con il Ludogorets me lo aspettavo da un po’ di tempo. Lui ha un grande senso di appartenenza, ha bisogno di fiducia e di affetto. Guadagna tanto, lo sappiamo tutti, ma lui ha bisogno di affetto da parte nostra e da parte dei tifosi”.

Iscriviti alla Newsletter:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures

ultimo aggiornamento: 17-02-2018

Nicolò Olia

X