Milan, l’Uefa e il settlement agreement: rischio alto per i rossoneri

Secondo alcune indiscrezioni, il board della Uefa potrebbe respingere la richiesta di settlement agreement da parte del Milan. In tal caso, le sanzioni per i rossoneri sarebbero pesanti.

Il campionato volge ormai al termine e per il Milan rimane l’impegno casalingo contro la Fiorentina: i rossoneri sono certi della qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League ma devono difendere il 6° posto, onde evitare i preliminari, ossia ben sei match tra luglio e agosto.

L’ombra della Uefa…

Parallelamente al campo, i dirigenti rossoneri stanno giocando da mesi un’altra partita con i massimi organi continentali del calcio. In particolare con il board della Uefa, deputato a controllare le società rispetto al Fair Play Finanziario. Il Milan si è visto rifiutare il gentlement agreement e, successivamente, ha chiesto il settlement agreement. In questo caso, per il club di via Aldo Rossi c’è il rischio tra un ventaglio di opzioni: multa, limitazioni al mercato, obbligo di break-even in due anni, liste Uefa ridotte e un monte ingaggi limitato. Sanzioni importanti su cui l’ad Fassone si è detto non allarmato.

Marco Fassone Milan
Fonte foto: https://www.facebook.com/ACMilan/

No al settlement agreement?

Tuttavia, secondo quanto riportato in edicola dal Corriere dello Sport, la Uefa potrebbe non concedere neanche il settlement agreement. Le incertezze sulla solidità economica e continuità aziendale di Yonghong Li – nonostante i documenti prodotti dal Fondo Elliot -, rischiano di portare il Milan davanti alla Camera Giudicante (Adjudicatory Chamber). E in questo caso le sanzioni sarebbero essere ancora più pesanti di quelle prospettate dal settlement agreement.

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ultimo aggiornamento: 16-05-2018

Fabio Acri

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