Pratica a metà tra enduro e trial, il motoalpinismo richiede spiccate capacità di guida fuoristrada e un abbigliamento adeguato.

Il motoalpinismo è una disciplina motociclistica simile al trial. Rispetto a quest’ultimo non ha carattere agonistico e per questo spesso si parla di escursioni motoalpinistiche o di “mulatrial“. Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche di questo sport e quali sono le moto più adatte.

Motoalpinismo cos’è: definizione e caratteristiche

Il motoalpinismo non è uno sport, almeno non nel senso stretto del termine. In altre parole, non esistono gare o competizioni ufficiali o riconosciute come tali a livello nazionale o internazionali, a differenza del trial, per il quale la Federazione Motociclistica Italiana pubblica ogni anno il calendario delle gare nazionali e internazionali oltre al regolamento aggiornato di anno in anno.

Fatta questa premessa, è possibile definire il motoalpinismo come una disciplina non agonistica, a metà strada tra l’endurance e il trial, che si svolge prevalentemente su percorsi fuoristrada (off-road) in aree montane. Il fatto che non esista alcun riferimento normativo ‘ufficiale’ non vuol dire che il motoalpinismo possa essere praticato in maniera indisciplinata. I motoalpinisti, infatti, devono rispettare diverse norme di sicurezza, incluse quelle relative alla normale circolazione stradale dei veicoli a motore: per quanto ‘particolari’, le moto da trial utilizzabili lungo i percorsi di mulatrial devono essere in regola con le prescrizioni del Codice della Strada (targa, bollo, copertura assicurativa e revisioni tecniche).

Naturalmente, esistono aree e percorsi autorizzati, dove è possibile effettuare escursioni in tutta sicurezza. Le zone che meglio si adattano al motoalpinismo sono i percorsi fuoristrada, sterrati ed impervi, poco battuti anche da pedoni, escursionisti o amanti del trekking e della mountain bike. Trattandosi a conti fatti di un passatempo, seppur impegnativo, il mulatrial non prevede alcuna regola di assegnazione per voti e punteggi, né specifici riferimenti di tempo per il completamento del percorso.

Le aree e i percorsi deputati al trial tradizionale o al mulatrial sono stati censiti ufficiosamente dal sito mototrial.it; in generale, se le autorità locali si occupano dell’allestimento di aree e percorsi utilizzabili anche da chi vuole fare pratica di motoalpinismo, è consigliabile reperire i contatti dei referenti per ottenere tutte le informazioni necessarie. Qualora, invece, si intraprendano percorsi non prestabiliti, è bene non allontanarsi troppo dai centri abitati e dalle principali arterie viarie.

Motoalpinismo
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/moto-strada-della-montagna-paesaggio-835536/

Le moto da motoalpinismo: le caratteristiche ideali

I modelli di moto più adatti al motoalpinismo presentano alcune caratteristiche in comune sia con quelle da enduro che con quelle da trial. In generale, come già accennato in precedenza, il mezzo deve essere in regola con tutti gli adempimenti necessari alla circolazione su strada; per tanto, a prescindere dalle specifiche tecniche, una motocicletta per motoalpinismo o mulatrial deve essere:

  • targata e immatricolata;
  • in regola con la copertura assicurativa;
  • in regola con il pagamento della tassa di possesso (bollo);
  • in regola con le revisioni periodiche.

Anche per il motociclista sono previsti obblighi specifici, in particolare egli deve essere in possesso della patente di guida di categoria adeguata alla conduzione del mezzo.

Dal punto di vista tecnico, le moto da motoalpinismo devono avere una buona autonomia e una sella comoda. La prima è necessaria perché i percorsi sono generalmente lontani dai centri abitati e dalle stazioni di rifornimento mentre la seduta confortevole è consigliabile per via delle asperità dei percorsi. Tipiche delle due ruote da trial sono invece altre caratteristiche, come ad esempio i consumi ridotti e le emissioni sonore contenute: in genere, il mulatrial si pone come una pratica in armonia con la natura e l’ambiente circostante: per questo motivo, il passaggio della moto deve essere il meno invasivo possibile. Non meno importanti sono il peso – circa 100 kg al massimo – e le dimensioni, oltre all’erogazione della potenza. Poiché questa particolare pratica non richiede lo sviluppo di velocità particolarmente elevate, non è necessario che la moto eroghi un elevato numero di cavalli (ne bastano circa 30) ma è di fondamentale importanza che la coppia motrice venga erogata con regolarità, così da permette al mezzo di non arenarsi in presenza di ostacoli o asperità di vario genere.

Dal momento che questo tipo di moto deve affrontare percorsi accidentati, è importante che la parte posteriore (in particolare gli organi del motore e i leveraggi) sia adeguatamente protetti, così da evitare danni che potrebbero causare guasti e malfunzionamenti lungo il tragitto.

Per ciò che riguarda i modelli moto motoalpinismo, le principali opzioni disponibili sul mercato italiano sono:

  • la Beta Alp 200, spinta da un monocilindrico a 4 tempi da 199 cc (in alternativa, è disponibile la versione Alp 4.0 con propulsore da 359 cc), coadiuvato da un cambio manuale a 5 rapporti; lunga poco più di due metri, pesa 108 kg;
  • la Scorpa T-Ride 290: monta un motore da due cilindri da 272 cc di cilindrata abbinato ad un cambio a 5 marce; il peso a secco del mezzo è di 87 kg; la gamma T-Ride comprende anche una versione 250 con motore 4 tempi;
  • Gas Gas Pampera 250; monta un monocilindrico a due tempi da 247 cc di cilindrata raffreddato a liquido: è fuori produzione dal 2005;
  • HM Locusta 200; fuori listino dal 2016, questo modello è equipaggiato con un monocilindrico a quattro tempi da 182 cc di cilindrata abbinato ad un cambio meccanico a sei marce;
  • Ossa 280 Explorer; in commercio dal 2012, questa moto leggera (74 kg) è spinta da un monocilindrico a due tempi da 272 cc di cilindrata accoppiato ad un cambio a sei rapporti;
  • Sherco X-Ride 290; sospinta da un motore termico da 272 cc di cilindrata (monocilindro a due tempi), pesa 92,5 kg e sfrutta un serbatoio da 7 litri;
  • KTM Freeride: la gamma è disponibile in due versioni, entrambe equipaggiate con un motore monocilindrico. La variante da 250 cc è a due tempi e pesa 92 kg mentre con il motore quattro tempi da 350 cc, la massa in ordine di marcia raggiunge i 101 kg

Abbigliamento motoalpinismo: cosa indossare durante i percorsi

Una parte significativa delle misure di sicurezza che un buon motoalpinista non deve mai mancare di adottare è un abbigliamento adeguato. L’accessorio che non può mancare è ovviamente il casco, meglio se integrale; molto importante anche indossare giacche e pantaloni adeguati, soprattutto durante la stagione fredda; guanti e ginocchiere completano la dotazione minima consigliata per chi si avventura in percorsi motociclistici fuoristrada.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/moto-strada-della-montagna-paesaggio-835536/

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ultimo aggiornamento: 23-06-2020


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