Nate negli Stati Uniti a metà anni Sessanta, le muscle car combinano motori potenti e di grossa cilindrata ad una carrozzeria coupé di medie dimensioni.

Il termine ‘muscle car’ viene adoperato nel gergo automobilistico per definire un particolare tipo di auto. L’espressione è di origine americana ed ha confini piuttosto fluidi, nel senso che non esistono parametri rigidi ed assoluti per definire quali modelli rientrino nella categoria delle muscle car e quali invece non ne possono far parte. In genere, le caratteristiche comuni a questo genere di vetture sono una carrozzeria a due o quattro porte e un motore particolarmente potente dalla elevata cilindrata.

Breve storia delle muscle car

Stabilire quando siano nate le muscle car è piuttosto difficile. Quel che è certo è che l’origine di questo particolare segmento va rintracciata negli Stati Uniti. Secondo un’opinione piuttosto diffusa, il primo esemplare è la Oldsmobile Rocket 88 del 1949 mentre secondo altri si potrebbe andare ancora più a ritroso nel tempo. In un articolo pubblicato nell’ottobre del 2004 da hemmings.comJeff Koch scrive che prima muscle car sarebbe la Buick Century del 1936, un modello a passo corto equipaggiato con un motore 8 cilindri in grado di toccare i 100 CV di potenza solo a partire dalla model year 1938.

Dopo i primi esemplari di nicchia, modelli di auto sempre più potenti si affacciano sulla scena americana; dalla Cadillac Serie 62 alla Rambler Rebel, fino alla Chrysler Serie 300 del 1955, la prima a raggiungere i 300 CV di potenza. All’alba degli anni Sessanta il filone della muscle car americane si amplia con la Pontiac Catalina (1960), una berlina tre volumi lunga quasi 5 metri e mezzo e spinta da un motore Tempest V8 da 6.4 litri. Quattro anni più tardi debutta la Pontiac GTO (1964 – 74), una coupé – cabriolet che monta un propulsore simile a quello della Catalina: la prima serie, prodotta fino al 1967, viene sospinta da un’unità V8 Pontiac da 6.4 o 6.6 litri. Da molti quest’auto viene considerata come la prima “vera” muscle car, come si legge nella tabella stilata da musclecarclub.com.

Il fenomeno visse la sua ‘golden age’ a cavallo tra la metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, salvo poi subire un brusco stop a causa della crisi petrolifera del 1973 che – assieme alle norme sull’inquinamento e l’aumento dei premi assicurativi – inflisse un duro colpo alla moda delle sportive ‘muscolari’.

Tentativi di definizione

Secondo la versione online del dizionario Merriam-Webster, il termine muscle car viene utilizzato per la prima volta nel 1966 (secondo altre fonti, la dicitura risale alla fine del decennio seguente) per definire “una qualsiasi coupé sportiva a due porte di produzione americana con motori potenti destinata alla guida ad alte prestazioni“.

Stando a quanto si legge sul già citato musclecarclub.com, invece, la definizione più stringente sarebbe la seguente: “modello di taglia media, orientato alla prestazione, equipaggiato da un grande motore V8, ad un prezzo accessibile. Molti di questi modelli erano basati su veicoli di serie ‘regolari’. In genere queste non sono considerate muscle cars, anche se dotate di un potente V8. Se vi era una versione ad alte prestazioni disponibile, quest’ultima si guadagna la definizione, e non il modello su cui è basata”.

Per musclecarsociety.com, invece, le ‘muscolari’ sono “auto ad alte prestazioni prodotte tra il 1964 ed il 1974. Le case automobilistiche collocavano motori V8 ad alta cilindrata in modelli di serie di medie dimensioni ad un prezzo che l’americano medio poteva permettersi e davano loro nuovi nomi. I motori V8 erano modificati per erogare una grande potenza e coppia motrice”. 

Volendo riassumere: una muscle car è un’auto di produzione americana, risalente al periodo che va da metà anni Sessanta a metà anni Settanta, con carrozzeria coupé (quasi sempre a due porte), di medie dimensioni, equipaggiata con un motore V8 di grossa cilindrata, sviluppata come versione performante ma accessibile di un modello di serie. Rientrano in questa definizione anche le ‘pony car’, ovvero modelli di dimensioni più contenute.

Dodge Challenger
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/auto-macchina-americana-784000/

Muscle car lista

In virtù di quanto detto sin qui, la maggior parte delle sportive ‘muscolari’ risale ad un preciso periodo storico. Di seguito, riportiamo una lista – comprensiva anche delle pony car e delle ‘full size’, ovvero auto di grandi dimensioni in possesso di tutte le prerogative delle ‘muscle’ – con i modelli divisi per marchi:

  • AMC (AMX, Rebel, SC/Rambler, Hornet, Gremlin, Javelin SST);
  • Buik (Skylark, GS, GSX);
  • Chevrolet (Camaro RS, Camaro SS, Super Yenko Camaro, Camaro Z28, Chevelle SS, Impala SS, Nova SS, Belair, Byscaine, Caprice);
  • Dodge (Challenger, Charger, Coronet, Dart, Daytona, Super Bee, Polara
  • Ford (Fairlane, Torino GT, Torino Talladega, Cobra, Galaxie, Mustang, Falcon, Maverick, Mustang Mach 1 Boss);
  • Mercury (SS-5, Marauder, Comet, Cyclone GT, Cyclone Spoiler II, Cougar, Cobra Jet & Spoiler II);
  • Oldsmobile (Starfire, Jetstar I, 442);
  • Plymouth (Duster, GTX, Road Runner, Superbird);
  • Pontiac (Catalina, Firebird, GTO, Tempest).

Le muscle car americane anni 70, dopo un periodo di difficoltà, hanno alimentato un revival a metà anni Ottanta. Oggi sono oggetto di culto per collezionisti e appassionati del genere. Per quanto riguarda il mercato italiano, le vere muscle car usate sono piuttosto difficili da reperire; i pochi modelli in vendita costano svariate decine di migliaia di euro.

A proposito delle muscle car italiane ed europee (ossia derivate da modelli di serie di marchi non americani) non vi è molto da dire. Alcuni modelli degli anni Settanta si avvicinano – per motorizzazioni e design – alle super sportive made in Usa ma, trattandosi per lo più di Ferrari, Maserati e Lamborghini, rientrano nella classificazione di sportive di lusso (non essendo accessibili per una clientela ‘media’).

Dal punto di vista stilistico, l’Opel Manta A, la FIAT 128 coupé, l’Opel Ascona A, la VW Passat (prima serie) sono alcuni degli esemplari che possono essere accostati alle ‘muscle’ compatte ma la presenza di motori a 4 cilindri in linea impedisce loro di essere considerate ‘muscolari’. Considerando la motorizzazione a 8 cilindri come discriminante, ciò che più si avvicina ad una muscle car italiana è l’Alfa Romeo Montreal del 1970, equipaggiata con un V8 da 2.6 litri e 200 CV di potenza derivato dalla 33 Stradale. Anche la De Tomaso Deauville montava un V8 (di produzione Ford) da 5.8 litri e 300 CV ma la produzione limitata (meno di 250 esemplari) la ascrive al segmento delle berline di lusso.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/caricabatterie-auto-orange-dodge-1833346/

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ultimo aggiornamento: 07-10-2020


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