I lavoratori della Whirlpool di Napoli hanno dato vita ad una manifestazione nel centro della città. L’Amministratore delegato: “Non si torna indietro”.

È terminata la manifestazione dei lavoratori della Whirlpool di Napoli, che avevano bloccato la Stazione Centrale occupando i binari dell’Alta Velocità e poi bloccando la strada in zona piazza Garibaldi.

Caso Whirlpool, manifestazione dei lavoratori a Napoli

I lavoratori della Whirlpool di Napoli avevano bloccato i binari dell’Alta Velocità nei pressi della Stazione Centrale. Al termine della manifestazione, il manipolo di lavoratori ha raggiunto piazza Garibaldi, dove ha dato vita ad un blocco stradale.

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Sciopero manifestazione
Sciopero manifestazione

L’Amministratore delegato: “Non si torna indietro, l’attività produttiva è terminata a fine ottobre”

L’attività produttiva è già terminata a fine ottobre, non è possibile. Le lavatrici di alta gamma che erano prodotte a Napoli non hanno più mercato“, ha dichiarato l’Amministratore delegato ai microfoni de il Corriere della Sera.

Per trasferire produzioni a Napoli dovremmo toglierle ad altri stabilimenti specializzati. E questo, non ha molto senso visto che ogni sito ha già la sua missione produttiva“, ha aggiunto l’Ad della multinazionale escludendo la possibilità di trasferire nuove produzioni nello stabilimento di Napoli.

L’investimento in Italia è dimostrato dai fatti. Di recente con un’operazione di reshoring abbiamo riportato un pezzo di produzione dalla Cina a Siena. L’impegno di una multinazionale nei confronti di una nazione è legato al valore che essa è in grado di generare. Whirlpool resterà il primo produttore di elettrodomestici in Italia. Detto questo, nemmeno Whirlpool può esimersi dal fare i conti con il mercato“, ha aggiunto l’Amministratore delegato di Whirlpool Emea.

Whirlpool
fonte foto https://www.facebook.com/pomiglianowhirlpool/

Orlando e l’ipotesi delle sanzioni alle multinazionali

Nei giorni scorsi, parlando del caso Whirlpool e del caso Gkn, il ministro del Lavoro Andrea Orlando aveva ipotizzato multe e sanzioni per le multinazionali in fuga dall’Italia. “Bisogna utilizzare questa ondata di finanziamenti che avremo col Recovery plan per responsabilizzare di più le imprese e legarle con più forza al Paese nel quale operano e dal quale ricevono sussidi“, aveva dichiarato il Ministro Orlando.


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