Il 27 settembre la NASA ha portato a termine un’importante missione spaziale, per verificare la capacità di deviare corpi celesti.

Si tratta di uno schianto volontario: la NASA ha fatto schiantare una sonda contro un asteroide, per scoprire quale sia la capacità di deviare corpi celesti diretti verso il nostro pianeta. Lo schianto è avvenuto martedì 27 settembre, all’01:14 (ora italiana). La sonda DART ha colpito l’asteroide Dimorphos, completando la prima missione di difesa planetaria della storia.

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L’impatto all’incredibile velocità di 6,7 km al secondo

Lo schianto è avvenuto alla velocità di 6,7 chilometri al secondo. Si tratta di 24 mila chilometri orari. Lo scopo della missione era quello di verificare se fosse possibile deviare un ipotetico asteroide diretto verso il pianeta Terra. Difatti, il corpo celeste colpito, Dimorphos, non rappresentava una minaccia per la Terra: il suo diametro era di 170 metri.

Spazio

Adesso, nonostante la buona riuscita della missione, ci vorranno mesi – se non anni. Per verificare nel dettaglio tutti gli effetti prodotti in seguito all’impatto. Nonostante ciò, gli scienziati hanno già potuto raccogliere una moltitudine di dati preziosi.

Il sistema di navigazione automatica intelligente

Dimorphos fa parte di un peculiare sistema binario, ed orbitava attorno a un corpo celeste più grande, Dydimos. L’ultima manovra eseguita da DART risaliva il 25 settembre scorso. Con quest’ultima, la NASA ha potuto centrare il bersaglio. Durante le sue ultime 4 ore di vita, la sonda non ha più ricevuto nessun comando dalla Terra.

La sonda ha iniziato la caccia con sistemi di navigazione automatica intelligente, fino ad arrivare – con risultati più che soddisfacenti – al bersaglio designato. Il microsatellite italiano LICIACube ha ripreso l’intera sequenza. Si tratta della prima sonda interplanetaria costruita nel nostro Paese che è riuscita a raggiungere lo spazio profondo. DART è una missione internazionale di primaria importanza. Il ruolo dell’Italia durante la missione è stato fondamentale, ed è motivo di orgoglio per la stazione aerospaziale italiana.

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ultimo aggiornamento: 27-09-2022


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