I buoni propositi per arrivare ad un accordo sono sfumati e da Istanbul non arriva nessuna svolta.

Dopo il quarto round di negoziati tra Ucraina e Russia che si è tenuto a Istanbul in Turchia, le due parti sono ancora lontane dal raggiungere un vero accordo. A gelare le ottimistiche previsioni è stato il portavoce del Cremlino Peskov che ha dichiarato che ”non c’è stato alcun punto di svolta”.

Nonostante sia stato positivo che l’Ucraina abbia messo per iscritto le sue richieste, al momento Peskov ”non ha visto nulla di promettente’‘ e che ”c’è ancora un grande lavoro da fare”. Inoltre, il portavoce del Cremlino sottolinea che da parte russa evitano di fare dichiarazioni di argomenti che sono sul tavolo delle trattative perché “crediamo che i colloqui debbano essere portati avanti in modo discreto”.

Peskov ha risposto su uno degli argomenti dei negoziati, ovvero sulla Crimea che per Mosca non si discute. “La Crimea fa parte della Federazione Russa. E secondo la nostra costituzione, non possiamo discutere con nessuno del futuro del territorio della Federazione Russa, del futuro delle regioni russe. È escluso. Ed è ciò che dice la nostra costituzione“. Rimane invariata anche lo status del Donbass. Per la Russia la Crimea e il Donbass fanno parte del territorio russo.  

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I negoziati di Istanbul non portano a nulla di concreto

L’Ucraina quindi accetta la neutralità e rinuncia alla Nato a patto che sia garantita la sua sicurezza. Dall’altra parte la Russia ha aperto ad una possibile entrata nell’Ue del paese confinante. I negoziati continuano ma c’è ancora molto su cui lavorare. Intanto i bombardamenti continuano nonostante la promessa della Russia di ridurre drasticamente le operazioni militari fatta durante i colloqui.

Promessa a cui l’Ucraina non aveva creduto. “Naturalmente non vediamo alcun motivo per fidarci delle parole di alcuni rappresentanti di uno Stato che continua a lottare per la nostra distruzione” aveva dichiarato Zelensky. In un nuovo messaggio, Zelensky ha detto che ”gli ucraini non sono persone ingenue. Gli ucraini hanno già imparato durante questi 34 giorni di invasione e negli ultimi otto anni di guerra nel Donbass che ci si può fidare solo di un risultato concreto”, ovvero se ‘‘i fatti cambiano sulla nostra terra”.

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ultimo aggiornamento: 31-03-2022


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