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Omicidio di Angie Dodge: l’errore giudiziario e la svolta del DNA
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Omicidio di Angie Dodge: l’errore giudiziario e la svolta del DNA

Scena del crimine

Angie Dodge fu uccisa nel 1996 in Idaho. Christopher Tapp venne condannato ingiustamente, finché la genealogia genetica identificò Brian Dripps.

La mattina del 13 giugno 1996, la diciottenne Angie Dodge venne trovata morta nel proprio appartamento a Idaho Falls, nello Stato americano dell’Idaho. Due colleghi erano andati a cercarla dopo che non si era presentata al lavoro.

Gli accertamenti stabilirono che la giovane era stata violentata e uccisa con numerose coltellate. Sulla scena venne recuperato materiale biologico maschile dal quale gli investigatori ottennero il profilo genetico dell’aggressore.

Per mesi non ci furono arresti. Nel 1997 le indagini si concentrarono invece su Christopher Tapp, ventenne appartenente alla cerchia di giovani frequentata anche da Angie. Il suo DNA non corrispondeva a quello recuperato sulla scena.

scena del crimine
scena del crimine al buio con prove – www.newsmondo.it

Angie Dodge: Christopher Tapp e vent’anni trascorsi in carcere

Tapp venne sottoposto a numerosi interrogatori e finì per rilasciare dichiarazioni nelle quali si attribuiva un coinvolgimento nel delitto, che successivamente ritrattò. L’Innocence Project ha definito falsa e ottenuta attraverso interrogatori coercitivi quella confessione.

Nonostante il DNA maschile presente sulla scena non appartenesse a lui, nel 1998 Tapp venne condannato per stupro e omicidio. L’accusa sostenne l’ipotesi della presenza di un altro uomo.

La madre di Angie, Carol Dodge, iniziò negli anni successivi a dubitare della sua responsabilità dopo avere studiato gli interrogatori e le prove genetiche. Nel marzo 2017, dopo circa vent’anni di detenzione, Tapp venne scarcerato nell’ambito di un accordo giudiziario, ma la condanna per omicidio rimase inizialmente in vigore.

La piena svolta arrivò il 17 luglio 2019, quando un tribunale annullò anche quella condanna e dichiarò Tapp innocente sulla base delle nuove prove genetiche.

La genealogia genetica porta a Brian Dripps

Gli investigatori continuarono a cercare l’uomo a cui apparteneva il DNA. Con l’aiuto della società Parabon NanoLabs, il profilo genetico venne utilizzato per costruire alberi genealogici attraverso database accessibili alle ricerche investigative.

La pista condusse a Brian Leigh Dripps, che nel 1996 abitava vicino ad Angie. Gli investigatori recuperarono di nascosto un mozzicone di sigaretta gettato dall’uomo: il DNA risultò compatibile con quello della scena del crimine. Dripps venne arrestato nel maggio 2019 e durante gli interrogatori ammise di avere agito da solo, dichiarando inoltre di non conoscere Tapp.

Il 9 febbraio 2021 Dripps si dichiarò colpevole di omicidio di primo grado e stupro. Il successivo 8 giugno venne condannato a una pena da 20 anni all’ergastolo, con possibilità di chiedere la libertà condizionale soltanto dopo avere scontato almeno vent’anni.

Il caso Angie Dodge si concluse così con una doppia verità giudiziaria: l’assoluzione definitiva di un uomo incarcerato ingiustamente per due decenni e la condanna, quasi venticinque anni dopo il delitto, dell’autore identificato attraverso il DNA.

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ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026 12:51

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