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Strage di Austin del 1966: Charles Whitman e la sparatoria
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La strage di Austin, Charles Whitman e i 96 minuti di terrore dalla torre dell’università

Polizia scena del crimine

Il 1° agosto 1966 Charles Whitman aprì il fuoco dalla torre dell’Università del Texas ad Austin. Prima aveva ucciso moglie e madre. La strage terminò quando due agenti raggiunsero il terrazzo.

Il 1° agosto 1966, il venticinquenne Charles Joseph Whitman, ex Marine e studente dell’Università del Texas, trasformò la torre dell’ateneo di Austin in una posizione di tiro. Prima di raggiungere il campus aveva già ucciso sua madre Margaret e sua moglie Kathleen. La sparatoria divenne uno degli episodi di violenza di massa più traumatici della storia americana.

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Charles Whitman: dalla torre spara per 96 minuti

Whitman arrivò al campus verso le 11:30, trasportando armi, munizioni e altre provviste all’interno di un baule. Raggiunto il ventottesimo piano della torre, uccise alcune persone all’interno dell’edificio e riuscì ad accedere alla terrazza panoramica.

Alle 11:48 cominciò a sparare sulle persone nel campus e nelle strade circostanti. Per i successivi 96 minuti esplose circa 150 colpi, mentre studenti e passanti cercavano riparo e poliziotti e civili armati rispondevano al fuoco.

Tra le prime persone colpite all’esterno ci fu Claire Wilson, incinta di otto mesi: sopravvisse, ma il bambino che portava in grembo morì. Il bilancio viene oggi indicato in 15 persone uccise nell’attacco al campus, considerando anche David Gunby, ferito quel giorno e morto nel 2001 per conseguenze riconosciute come collegate alla sparatoria. Altre 31 persone rimasero ferite. A queste vittime si aggiungono la madre e la moglie di Whitman.

La morte di Whitman e il mistero del tumore

Alle 13:24, gli agenti Ramiro Martinez e Houston McCoy riuscirono a raggiungere la terrazza. Whitman venne affrontato e ucciso, ponendo fine alla sparatoria. Con loro era salito anche il civile armato Allen Crum.

Whitman aveva lasciato degli scritti nei quali chiedeva che dopo la sua morte venisse effettuata un’autopsia. L’esame rivelò effettivamente la presenza di un tumore cerebrale. Una commissione medica valutò successivamente la possibilità che la massa potesse avere influenzato il suo comportamento, ma non venne stabilito con certezza un rapporto causale tra il tumore e la strage.

L’attacco ebbe inoltre conseguenze sulla sicurezza dei campus: nel 1967 il Texas istituì forze di polizia universitarie, e la strage è spesso ricordata tra gli eventi che contribuirono allo sviluppo di nuove risposte tattiche alle sparatorie di massa.

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ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2026 17:31

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