Pasquale Casillo è stato uno degli imprenditori più influenti nel settore cerealicolo e presidente del Foggia, prima di affrontare un lungo capitolo giudiziario.
Ci sono figure che, nel calcio e nell’impresa, finiscono per lasciare un segno che va oltre i numeri. Pasquale Casillo è stato una di queste. Per molti resta il volto del Foggia dei miracoli, quello che avrebbe acceso il mito di Zemanlandia. Per altri è stato soprattutto il potente imprenditore soprannominato il “re del grano”, capace di costruire un nome pesante nel settore cerealicolo del Sud.
La sua storia, però, non si è fermata ai successi sportivi e agli affari: negli anni Novanta fu travolta anche da una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria, conclusa soltanto molti anni dopo con l’assoluzione. Casillo è morto a 71 anni, l’8 settembre 2020, all’ospedale di Lucera, dopo una grave malattia.
Il re del grano Pasquale Casillo e il Foggia che fece nascere Zemanlandia
Originario di San Giuseppe Vesuviano, Casillo era diventato uno dei nomi più noti del mondo cerealicolo, tanto da guadagnarsi il soprannome che lo ha accompagnato per tutta la vita. La sua notorietà, però, esplose davvero anche nel calcio, quando nell’estate del 1986 rilevò il Foggia e iniziò a costruire un progetto destinato a entrare nell’immaginario di un’intera generazione di tifosi.

Con Zdeněk Zeman in panchina, il Foggia trovò un’identità fortissima, fatta di gioco offensivo, intensità e risultati che sembravano fuori scala per una realtà di provincia. Il momento simbolo arrivò nella stagione 1990-1991, quando i rossoneri conquistarono la Serie A e trasformarono quella squadra in un fenomeno nazionale. È lì che nacque davvero il mito di Zemanlandia, e il nome di Pasquale Casillo è rimasto per sempre legato a quella stagione irripetibile.
L’inchiesta, l’arresto e l’assoluzione dopo tredici anni
Accanto ai successi imprenditoriali e sportivi, la storia pubblica di Casillo fu segnata da un capitolo molto pesante. Negli anni Novanta venne coinvolto in un’inchiesta su presunti legami con la criminalità organizzata e il 21 aprile 1994 fu arrestato. Le accuse dell’epoca comprendevano l’associazione mafiosa, oltre ad altri filoni come truffa e peculato; quella stagione ebbe conseguenze durissime non solo sul piano personale, ma anche su quello economico, perché il suo impero imprenditoriale entrò in una crisi profonda.
La svolta arrivò solo molti anni dopo. Il Tribunale di Nola lo assolse nel febbraio 2007, su richiesta della stessa Procura, chiudendo così un percorso giudiziario durato tredici anni. È anche per questo che Pasquale Casillo continua a essere una figura discussa e complessa: da una parte il presidente che fece sognare Foggia e contribuì a lanciare una delle stagioni più iconiche del calcio italiano, dall’altra un nome rimasto a lungo dentro una vicenda giudiziaria che ha segnato in modo profondo la sua immagine pubblica, prima della definitiva assoluzione.