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Pavel Durov: mandato d'arresto dalla Russia
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Pavel Durov: la Russia emette mandato di cattura per il fondatore di Telegram

il fondatore di Telegram Pavel Durov in un outift nero ad un evento

La Russia ha emesso un mandato d’arresto con gravi accuse per il fondatore di Telegram, Pavel Durov. Ecco cosa è emerso.

Il caso Pavel Durov torna al centro dell’attenzione internazionale dopo la richiesta di arresto avanzata dalle autorità russe nei confronti del fondatore e Ceo di Telegram. A diffondere la notizia è stato l’FSB, il servizio di sicurezza della Federazione Russa, attraverso una nota ufficiale nella quale vengono contestate al manager accuse legate al favoreggiamento del terrorismo. Secondo quanto riferito da Mosca, nei confronti di Durov sarebbe stato emesso un mandato di arresto internazionale.

Militare Russia

Mandato d’arresto per Pavel Durov: i dettagli

Al centro delle contestazioni a Durov c’è il funzionamento della piattaforma di messaggistica e il suo utilizzo. L’FSB sostiene che Telegram non avrebbe rispettato le leggi russe, non intervenendo per eliminare diversi canali, gruppi e bot che, secondo le autorità, sarebbero stati utilizzati da apparati di intelligence ucraini e da organizzazioni definite terroristiche ed estremiste.

Questi strumenti, sempre secondo l’accusa russa, sarebbero serviti per organizzare operazioni di sabotaggio, attentati, omicidi di massa e attacchi informatici contro obiettivi sul territorio della Federazione Russa. Mosca afferma inoltre che tali attività avrebbero causato vittime, tra cui donne e bambini, e provocato danni economici quantificabili in miliardi di dollari.

Durov, nato in Russia nel 1984, ha anche la cittadinanza francese ed emiratina. Le autorità russe sostengono che attualmente si trovi in Francia, mentre dal diretto interessato non sono ancora arrivate dichiarazioni sulle accuse.

Il controverso passato dell’uomo

La nuova iniziativa giudiziaria si aggiunge a una serie di vicende che hanno già coinvolto il fondatore di Telegram. Nell’agosto del 2024 Durov era stato arrestato in Francia e successivamente sottoposto a “mise en examen”, un provvedimento che indica la presenza di elementi per proseguire un’indagine, ma che non equivale a una condanna. Le accuse francesi riguardano la presunta mancata collaborazione con le autorità e la gestione di una piattaforma che sarebbe stata utilizzata per attività illegali come traffico di droga, diffusione di materiale pedopornografico, truffe e riciclaggio. Durov era stato liberato dopo il pagamento di una cauzione da 5 milioni di euro e il divieto di lasciare la Francia è stato revocato nel novembre 2025. Il procedimento resta ancora aperto.

Separatamente, è in corso anche una vicenda giudiziaria in Svizzera che coinvolge Irina Bolgar, la quale sostiene di avere avuto tre figli con Durov e ha denunciato presunte aggressioni ai danni del figlio più giovane. Il procedimento è stato riaperto dopo un ricorso, ma al momento non esiste una sentenza penale che abbia confermato le accuse.

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ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2026 16:33

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