Massima attenzione sul fronte delle pensioni di settembre 2026. Cosa sappiamo sulla trattenuta del 5% Inps. Chi rischia e quanto si perde.
La pensione di settembre 2026 potrebbe essere più bassa per alcuni beneficiari. È infatti prevista una trattenuta del 5% destinata ai titolari di prestazioni legate al reddito che non hanno fornito le informazioni richieste sulla propria situazione economica relativa al 2022. Il provvedimento non riguarda quindi tutti i pensionati, ma esclusivamente coloro che non hanno risposto ai solleciti dell’ente previdenziale.

Pensioni settembre 2026: chi rischia taglio e come essere in regola
Per regolarizzare la propria posizione c’è comunque ancora tempo. Il termine da rispettare è martedì 15 settembre 2026. La procedura rientra nella Campagna Red 2023, attraverso la quale l’istituto verifica che i cittadini continuino ad avere i requisiti economici necessari per ottenere determinate prestazioni. Quando le informazioni fiscali non vengono trasmesse automaticamente dall’Anagrafe Tributaria ai sistemi previdenziali, è il pensionato a dover comunicare i propri redditi.
La riduzione del 5% viene calcolata sull’importo lordo della pensione erogata a luglio 2026 e non sulla cifra netta normalmente accreditata. Per esempio, su una pensione lorda di 1.200 euro la trattenuta sarebbe di 60 euro.
Sono diverse le prestazioni che possono essere interessate, tra cui l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali e la quattordicesima. Il provvedimento può inoltre riguardare altre indennità il cui riconoscimento dipende dal reddito del pensionato o del suo nucleo familiare.
Chi riceverà la pensione di settembre dovrà quindi controllare con attenzione il cedolino. La trattenuta è indicata attraverso un riferimento all’articolo 35, comma 10-bis, del Decreto Legge numero 207 del 2008, elemento utile per distinguerla dai normali conguagli fiscali.
La scadenza per essere in regola
La decurtazione non costituisce ancora una decisione definitiva. Per evitare che la situazione si consolidi e ottenere il ripristino dei pagamenti corretti, occorre trasmettere i dati mancanti entro il 15 settembre. La richiesta può essere effettuata online tramite la procedura di “ricostituzione reddituale per sospensione”, utilizzando i servizi digitali dell’ente previdenziale. Chi ha difficoltà con gli strumenti informatici può invece rivolgersi gratuitamente a un Caf o a un patronato.