Cos'è e come funziona la plasmaterapia. È efficace contro il coronavirus?

Cos’è e come funziona la plasmaterapia. È efficace contro il coronavirus?

Plasmaterapia, cos’è e in cosa consiste. Le discussioni sull’efficacia contro il Covid-19, i pro e i contro della procedura e la fase di sperimentazione.

Negli ultimi giorni in Italia tiene banco una questione spinosa: il plasma dei guariti è efficace contro il coronavirus? C’è chi dice sì, e mette a referto i risultati ottenuti, e c’è chi tira il freno. E non manca chi approfitta della discussione per fare politica. Per fare opposizione per essere precisi.

Cos’è e in cosa consiste la plasmaterapia

Partiamo da un presupposto doveroso. La cura attraverso il plasma dei guariti non è una scoperta dei tempi del coronavirus. Si tratta di una pratica nota da anni, anzi, da decenni.

Fatta la doverosa premessa proviamo a capire cos’è e come funziona la cura con il plasma.

Il plasma è a parte liquida del sangue. Nella terapia in questione viene prelevato dai soggetti guariti (nello specifico dal Covid19), viene purificato e quindi somministrato ai pazienti malati. Ce ne vogliano gli esperti del settore se parliamo, in maniera forse troppo generica, di una sorta di vaccino al naturale. In effetti la cura mira a trasferire gli anticorpi nell’organismo delle persone malate.

I contro

Quali sono le preoccupazioni? Se fosse tutto così semplice e di sicura riuscita non ci sarebbero ovviamente discussioni anche accese nel mondo della comunità scientifica. Il primo problema è legato alla quantità di anticorpi. Quanti ne servono per contrastare il virus in questione? Il secondo problema è quello della tipologia di anticorpi. Alcuni tipi infatti possono essere addirittura dannosi per l’organismo. Un terzo problema è legato ai costi. Come riferito da diversi esperti, isolare gli immuni e trasferire gli anticorpi non è una procedura semplice né poco costosa.

La lettera del Presidente Nazionale Avis

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente Nazionale Avis con una lettera aperta.

Si è dimostrato che in molti casi il plasma è efficace per gli anticorpi presenti nei soggetti guariti, ma con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie. Quindi, rappresenta una terapia sperimentale ed emergenziale già nota per altre malattie.

Serve ora capire quali sono gli anticorpi efficaci, isolarli, purificarli e poi somministrare solo quelli in dose controllata e farmacologica. Come avviene per le immunoglobuline antitetaniche, ad esempio.

È comunque importante sottolineare che questo approccio ha dimostrato che il plasma contiene degli elementi che funzionano contro il virus e lo neutralizzano.

AVIS, insieme al mondo scientifico e al Centro Nazionale Sangue, sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione e si sta adoperando per studiare queste opportunità. Al momento, però, è importante mantenere la calma e informarsi sempre attraverso fonti attendibili e non creare false aspettative.

Appena conosceremo il test che meglio è in grado di rilevare e dosare questi specifici anticorpi e non appena le aziende di plasmaderivazione saranno in grado di produrre le immunoglobuline specifiche, coinvolgeremo la generosità dei donatori per la plasmaferesi”.

Coronavirus

Le incognite sulla plasmaterapia e la fase di sperimentazione

Dal Ministero della Salute fanno sapere che l’efficacia della cura con il plasma dei guariti per quanto riguarda il coronavirus è ancora in fase di analisi. Tradotto, non ci sarebbero le evidenze scientifiche necessarie per poter esprimere un verdetto definitivo. Alla luce del’importanza della questione l’idea è quella di agire con prudenza. Anche perché una risposta avventata ed errata potrebbe avere conseguenze negative.

La fase di sperimentazione in effetti è partita. Al Policlinico San Matteo di Pavia e all’Ospedale di Mantova, la plasmaterapia è stata adottata per cinquantadue soggetti positivi al coronavirus. Si attendono i risultati della sperimentazione.

ultimo aggiornamento: 07-05-2020

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