Il capogruppo di FdI Lollobrigida annuncia che una volta al governo potrebbero modificare il piano.

Il giorno dopo le elezioni è arrivato il via libera dalla Commissione Ue dei 21 miliardi destinati all’Italia nell’ambito del Pnrr per i risultati raggiunti. Il governo di Meloni dovrà continuare il lavoro che sta già portando avanti il governo Draghi per la terza tranche di fondi. L’esecutivo uscente ha certificato i 45 obiettivi necessari entro giugno per sbloccare la seconda tranche in arrivo.

Il 31 dicembre è la prossima scadenza per sbloccare la terza parte dei fondi di 19 miliardi per cui è necessario raggiungere i 55 traguardi e obiettivi a cui il governo Draghi sta già lavorando. Ma c’è la possibilità che il prossimo governo possa mettere mano al piano come aveva già preannunciato la leader Giorgia Meloni. “Sul Pnrr abbiamo sempre detto che bisognava essere flessibili, flessibilità non significa rivoluzione, l’Europa può stare assolutamente tranquilla sul futuro governo italiano” ha detto il coordinatore di FI Tajani.

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Riformare il Pnrr perché le esigenze sono cambiate

Intervistato da La Stampa il capogruppo di FdI invece ha più esplicitamente detto: “Il Pnrr nasce da una crisi economica post-pandemica, con un preciso disegno, mutato con la crisi russo-ucraina”. Francesco Lollobrigida ha aggiunto che “guardare alle nuove criticità emerse, le politiche agroalimentari ed energetiche vuol dire valutare insieme alla Commissione Ue quali possono essere le modifiche per spendere bene le risorse” ha spiegato.

La composizione del Pnrr ha al una divisione ben netta decisa all’interno del programma Next Generation Ue decisi nel 2020 contro la pandemia. Sono 43,56 miliardi destinati alla digitalizzazione, all’innovazione e alla cultura; 57,50 alla transizione ecologica, 25,33 per infrastrutture e mobilità sostenibile, 31,62 all’istruzione e alla ricerca. Il 17,87 all’inclusione e coesione e 15,63 alla Salute.

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ultimo aggiornamento: 28-09-2022


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