Il parlamentare della Lega, Alberto Bagnai, conferma l’introduzione a step per la Flat Tax. Ma l’opposizione attacca: “È una presa in giro“.

Il governo in carica muove i primi passi per cercare di mantenere le principali promesse elettorali. Oggi è intervenuto ad ‘Agorà’, su Rai Tre, il parlamentare della Lega Alberto Bagnai, che ha parlato di uno dei punti cardine del Contratto di Governo: la Flat Tax.

Queste le sue parole, riportate dall’Ansa: “Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat Tax sui redditi d’impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie“. Bagnai è indicato da molti come possibile sottosegretario all’Economia.

Flat Tax, Siri nega l’ipotesi di Bagnai

All’interno della stessa Lega, però, non sembra esserci comunione d’intenti riguardo l’entrata in vigore della legge. Spiega Armando Siri, senatore verde: “Non è vero che dal prossimo anno la Flat Tax entrerà in vigore solo per le imprese, ma ci sarà anche per le famiglie. Poi tutto sarà a regime per il 2020. Si deve partire con degli step: il sistema è diverso perché la Flat Tax per le imprese c’è già e noi la estendiamo anche a società di persone, partita iva, etc. Si tratta di una riforma storica, perché viene trasferito a 5 milioni di operatori quello che oggi è solo per 800mila imprese“.

Polemica sulla Flat Tax. Martina: “L’abbiamo già fatta noi

Tra le due tesi leghiste si inserisce in maniera polemica il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che attraverso Twitter attacca: “Sulla Flat Tax continua la presa in giro degli italiani da parte di Lega e M5s. Sulle imprese fanno finta di non sapere che abbiamo già fatto noi: Ires (dal 27,5 al 24%) e Iri (al 24% per le Pmi). #bastapropaganda“.

Maurizio Martina
Maurizio Martina, segretario reggente del PD (fonte foto https://www.facebook.com/maumartina/)

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