L’arrivo dei leader sul social più utilizzato dalla Gen Z non è un successo.

Dopo Salvini e Calenda tocca a Renzi e Berlusconi a poco più di venti giorni dalle elezioni, i leader politici cercano di acchiappare all’ultimo i voti dei più giovani, anche di coloro che voteranno per la prima volta quest’anno arrivando su Tiktok. Ma questa strategia di comunicazione non sembra produrre molto successo proprio per il modo in cui si approcciano i politici a questa categoria di persone, spesso sfiorando il ridicolo.

La piattaforma famosa per i balletti e i video divertenti viene utilizzato in modo tragicomico dai leader che credono di dover far ridere per forza. I video di Berlusconi si presenta alla platea di TikTok, tutti under 30, con barzellette autoironiche. Anche Renzi punta sull’autoironia e ricorda che è quello di “first reaction shock!” una delle frasi storiche di Renzi usata per creare meme per molto tempo. diventata un famoso meme.

La domanda che ci si pone è che se questa nuova strategia comunicativa stia producendo gli effetti sperati dai leader che approdano in questo mondo. Secondo il direttore di Noto Sondaggi, la presenza su TikTok non sposta assolutamente l’indice dei sondaggi. Quella fetta di elettori under 25 più dediti all’astensionismo che cercano di prendere con questi video i politici non viene in alcun modo influenzata – positivamente – dalla presenza sulla piattaforma.

MATTEO RENZI
MATTEO RENZI

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I leader su Tiktok rischiano di perdere consensi invece di guadagnarne

“Anzi, rischiano di perderne” sentenzia Antonio Noto. Sui social funziona così per tutto: “O ci sei da tempo, ti sei costruito un profilo e i giovani possono decidere se apprezzarti o no, oppure se ti presenti a tre settimane dal voto passi come un venditore” dice Noto. I giovani con questi video potrebbero anche cambiare idea. “Inquadrano la mossa come un’invadenza, non come un dialogo. Anche perché vedendo le immagini di certi leader, si capisce che non sono proprio in sintonia con la logica del social”.

Berlusconi infatti si presenta in questi video come nel lontano ’94 stessa posa e stesso tono seduto alla scrivania in giacca e cravatta. Più spigliato Matteo Renzi ma ancor pochi i follower. Ancor meno quelli del Pd che però tenta l’asso nella manica puntando su Alessandro Zan, il promotore della legge contro l’omotransfobia facendo leva su uno dei punti più cari ai giovani, ovvero i diritti civili.

Per stare al passo con i nuovi colleghi, Matteo Salvini che sul social c’è dal 2019 cerca di fare gli straordinari con le dirette fino all’una di notte. Ma non mancano le critiche a questi leader politici da chi ci abita su TikTok come la “prof” del corsivo Elisa Esposito che consiglia ai politici di tornare in tv perché qui “è una battaglia persa”.

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ultimo aggiornamento: 02-09-2022


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