In merito alle polizze RC auto, la decisione della Cassazione potrebbe approvare un cambiamento epocale su questa tematica.
In Italia, milioni di automobilisti si trovano incastrati in una clausola contrattuale nascosta all’interno delle polizze RC auto, che impone condizioni stringenti per la riparazione dei veicoli. Questo vincolo, spesso ignorato, obbliga a scegliere tra riparare l’auto presso una carrozzeria convenzionata con la compagnia assicurativa, pagando meno, o rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia, affrontando però una franchigia. La questione ha sollevato critiche e scontento tra gli automobilisti, portando a una lunga battaglia legale che vede ora un nuovo capitolo con l’intervento della Cassazione.

Il ricorso contro Mma Iard Assurance e il verdetto della Cassazione
Il caso è emerso da un ricorso presentato contro la compagnia assicurativa Mma Iard Assurance, che applicava una clausola penalizzante per chi sceglieva di non utilizzare le officine convenzionate. In prima istanza, il Tribunale di Milano aveva dichiarato la clausola nulla per abusività , ma la Corte d’Appello di Milano aveva poi ribaltato la decisione. Tuttavia, la situazione non si è conclusa qui. Con un’ordinanza firmata dal presidente Luigi Alessandro Scarano e depositata il 23 aprile 2026, la Cassazione ha annullato il verdetto della Corte d’Appello, sottolineando il possibile squilibrio tra i diritti del consumatore e dell’assicurazione. La decisione della Suprema Corte impone di riconsiderare la sentenza, aprendo nuove prospettive nel settore assicurativo.
L’impatto della decisione e le implicazioni per gli automobilisti
Secondo Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, il vero problema risiede nel trattamento differente dello stesso danno a seconda della carrozzeria scelta, una pratica che non convince né dal punto di vista logico né da quello giuridico. Inoltre, Galli ha evidenziato come la qualità delle riparazioni possa risentire negativamente, poiché le compagnie spesso impongono prezzi ridotti, compromettendo la qualità del lavoro. L’ordinanza della Cassazione non elimina immediatamente tutte queste clausole, ma stabilisce un principio fondamentale: limitare la libertà di scelta può configurarsi come un abuso. Ciò significa che la prossima volta che un cliente si trova di fronte a una minaccia di franchigia, la questione non sarà più scontata. Le compagnie assicurative dovranno giustificare le loro richieste, offrendo agli automobilisti una maggiore libertà di scelta.