Il prefetto di Roma contro la FIGC e Gravina: “Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria sull’autobus scoperto, non hanno rispettato i patti”.

Prosegue la polemica sui festeggiamenti dell’Italia per la vittoria dell’Europeo e i riflettori restano puntati sulla sfilata con il pullman scoperto per le vie del centro di Roma. Ovviamente la sfilata ha contribuito alla formazione di assembramenti. In poco le vie della Capitale si sono riempite di migliaia di tifosi (molti senza mascherina) che hanno scortato il pullman e hanno festeggiato con canti, cori e abbracci. Scene che poco si conciliano con gli appelli alla prudenza del ministro della Salute Roberto Speranza. Molti si sono chiesti chi abbia autorizzato la sfilata e perché. La risposta sembra essere Nessuno. Il prefetto di Roma Matteo Piantedosi, intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, ha duramente attaccato la FIGC facendo sapere che il bus scoperto non era stato autorizzato e che la Federazione non ha rispettato i patti.

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Festa Italia, il prefetto di Roma Matteo Piantedosi: “L’autobus scoperto non era stato autorizzato”

Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell’Italia agli Europei sull’autobus scoperto, ma i patti non sono stati rispettati“, ha dichiarato il prefetto di Roma ai microfoni de il Corriere della Sera. Parole gravi che mettono la Federazione in una posizione assolutamente scomoda.

Matteo Piantedosi ha fatto sapere che nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto nella giornata di venerdì, quindi prima della finale, era stato concordato un programma per i festeggiamenti in caso di vittoria. La sfilata con il bus scoperto, come detto, era stata vietata per motivi di sicurezza legati alla pandemia, ma la FIGC aveva ricevuto il via libera per i festeggiamenti in Piazza del Popolo.

La Figc chiedeva di consentire agli atleti della Nazionale di fare un giro per Roma su un autobus scoperto, ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile. Abbiamo detto che non potevamo autorizzarli“, ricostruisce Piantedosi. “Lunedì mattina la Figc ha riproposto diverse soluzioni ultima delle quali quella di utilizzare una pedana da montare in piazza del Popolo, in pieno centro a Roma, dove far salire i giocatori che in questo modo potevano festeggiare con i tifosi […]. Abbiamo ritenuto che potesse essere una mediazione praticabile perché ci consentiva di tenere sotto controllo la folla in un unico luogo, verificando anche che le persone indossassero le mascherine come prevede il decreto in vigore quando ci sono gli assembramenti“.

Luciana Lamorgese
Luciana Lamorgese

La trattativa di Bonucci e Chiellini

Nella giornata di lunedì invece lo scenario è cambiato rapidamente. La Nazionale viene ricevuta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e poi si trasferisce a Palazzo Chigi per la cerimonia con il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. Ma cosa è successo? Chi ha dato il via libera?

Secondo la ricostruzione di Piantedosi, dopo gli incontri istituzionali, è arrivato un autobus scoperto nonostante le autorità, ancora nella giornata di lunedì, avessero negato l’autorizzazione alla sfilata. Va detto che nel frattempo a piazza del Popolo non era stata montata nessuna pedana.

Il prefetto di Roma ritiene quindi che abbia fatto tutto la FIGC senza autorizzazione. O almeno questo sembra emergere dall’intervista di Piantedosi al Corriere della Sera. E parliamo di accuse gravi, soprattutto se i festeggiamenti dovessero avere conseguenze in termini di contagi.

Piantedosi inoltre conferma l’impegno di Bonucci e Chiellini, che avrebbero trattato direttamente con il personale del servizio d’ordine.

Mi risulta che Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile. La complessità e la delicatezza è testimoniata dalle immagini da cui si può vedere che praticamente solo le forze di polizia indossavano la mascherina. Tutto quello che è successo ci ha profondamente amareggiati; da un anno a questa parte, anche nei periodi più difficili, a Roma abbiamo sempre cercato di applicare le misure anti-covid stimolando la collaborazione dei cittadini e delle categorie produttive piuttosto che imporre misure draconiane“.

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ultimo aggiornamento: 14-07-2021


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