L’Italia verso la zona Bianca, si ragiona su linee guida per evitare un pericoloso liberi tutti: resta il coprifuoco (ma dalle 24).

L’Italia si avvia ad ampie falcate verso la Zona Bianca e le Regioni e il governo ragionano sulle linee guida da adottare per evitare che le Regioni si muovano in ordine sparso e per evitare un nuovo caso Sardegna, con la Regione arrivata in zona Bianca (la prima regione ad aver raggiunto il traguardo) e poi finita in zona Rossa nel giro di poche settimane.

Linee guida per la zona Bianca, la proposta delle Regioni

La zona Bianca è quella senza restrizioni. Valgono solo le regole base per il contenimento della diffusione del virus, quindi obbligo di indossare la mascherina e distanziamento. I Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna stanno ragionando sulle linee guida che possano regolare la permanenza in zona Bianca.

Stando a quanto emerso, nella proposta c’è il coprifuoco a partire dalle 24. Con il passaggio in zona Bianca il divieto di circolazione verrebbe immediatamente posticipato alla mezzanotte a prescindere dal calendario del governo. Questo ovviamente fino alla cancellazione della misura a livello nazionale, fissata per il prossimo 21 giugno. Ricordiamo inoltre che sempre a livello nazionale il coprifuoco sarà posticipato alle 24 a partire dal 7 giugno.

Tra i Presidenti delle Regioni c’è un’idea condivisa. La zona Bianca non deve coincidere con un pericoloso liberi tutti. Il rischio è quello che la situazione epidemiologica possa peggiorare. A quel punto scatterebbero nuovamente le restrizioni che penalizzerebbero l’economia proprio nei mesi estivi, quelli del turismo.

Con delle linee guida concordate, le Regioni si muoverebbero di pari passi lungo un percorso delineato.

Coronavirus
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Le regioni in zona Bianca dal 31 maggio (o dal 1 giugno)

Salvo sorprese dell’ultima ora, il monitoraggio del 28 maggio dovrebbe confermare il passaggio in zona Bianca di Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Queste tre Regioni passeranno in zona Bianca il 31 maggio o il 1 giugno. Il dubbio sarà sciolto dal ministro della Salute Roberto Speranza.


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